Airbnb ha espresso un forte dissenso nei confronti delle modifiche proposte dal Comune di Lisbona sulle norme sugli affitti brevi, sottolineando che tali misure penalizzano ingiustamente le famiglie che affittano saltuariamente parte o tutta la propria casa per migliorare la stabilità economica.
Secondo una dichiarazione rilasciata dalla piattaforma, le proposte di regolamentazione, attualmente in fase di consultazione pubblica, hanno l’effetto di trasformare gli affitti brevi nel “capro espiatorio” della crisi abitativa e dell’eccessiva pressione turistica nella capitale portoghese. Airbnb, che si dice favorevole a regole equilibrate tra affitti brevi e strutture alberghiere, evidenzia però come tali modifiche siano sproporzionate. Non si può ignorarendo il ruolo chiave che queste forme di ospitalità giocano per molte famiglie in difficoltà economica.
Il confronto con l’espansione alberghiera
Mentre il Comune cerca di limitare le norme sugli affitti brevi a Lisbona, Airbnb punta il dito sull’autorizzazione di oltre 54 nuovi progetti alberghieri in città. Queste nuove strutture metteranno a disposizione oltre 7.000 nuove camere. Secondo la piattaforma, gran parte di questi spazi avrebbe potuto essere convertita in abitazioni a prezzi accessibili, alleviando così la crisi abitativa.
“La regolamentazione degli affitti brevi non dovrebbe essere l’unica risposta”, incalza Airbnb, sottolineando che circa 30 dei nuovi complessi alberghieri sorgeranno nelle aree già sotto forte pressione turistica. La compagnia propone una moratoria immediata sui nuovi hotel in queste zone, suggerendo invece programmi che convertano gli edifici obsoleti in soluzioni abitative economiche.
Regolamenti ritenuti sproporzionati e discriminatori
Il Comune prevede, di fatto, un blocco quasi totale delle nuove licenze per affitti brevi, compresi quelli limitati alle singole stanze. Airbnb considera questa misura discriminatoria, poiché non distingue tra le operazioni di grandi investitori immobiliari e le famiglie che condividono occasionalmente la propria abitazione. Spesso senza impatti significativi sul mercato immobiliare.
A peggiorare la situazione, il Comune sembra ignorare il potenziale delle aree meno centrali che potrebbero beneficiare dal decentramento del turismo, continuando invece a spingere per una massiccia espansione alberghiera. Airbnb avverte che questo approccio rischia di consolidare un modello turistico esclusivo, penalizzando i viaggiatori con budget più limitati.
Una proposta di collaborazione
Nonostante le critiche, Airbnb si dice pronta a collaborare con il Comune per redigere regolamentazioni più giuste e inclusive. La piattaforma offre la propria disponibilità a condividere dati utili per sviluppare misure che tengano conto delle specificità delle diverse zone della città. Tra le proposte avanzate, si suggerisce di definire rapporti proporzionati e di distinguere chiaramente le diverse tipologie di affitti brevi.
“La maggior parte degli host di Airbnb a Lisbona sono famiglie che affittano una stanza o la loro casa principale per fronteggiare l’aumento del costo della vita. Togliere loro questa opportunità non risolverà la crisi abitativa della città”, dichiara la piattaforma. Va ricordato che Lisbona conta più di 47.700 abitazioni attualmente sfitte, equivalenti al 15% del patrimonio abitativo totale.
Il conflitto tra turismo e abitazioni
Il documento proposto dal Comune, sostenuto da vari gruppi politici, cerca di equilibrare il rapporto tra turismo e alloggi familiari, riducendo al 5% la quota degli affitti brevi. Inoltre, limita la trasferibilità delle licenze e consente nuovi affitti solo in abitazioni con determinate caratteristiche, come quelle di tipo T2 o superiore.
Per Airbnb, però, questo approccio non farà che peggiorare la situazione, penalizzando chi utilizza la piattaforma come risorsa per affrontare le difficoltà economiche. La piattaforma ribadisce la necessità di un dibattito costruttivo per creare un modello di turismo e alloggio più sostenibile ed equo, che non escluda le famiglie che fanno degli affitti brevi uno strumento per arrivare a fine mese.
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