L’essere umano é naturalmente predisposto a creare connessioni, interazioni e relazioni con gli altri. Quando parliamo di bisogno di appartenenza ci riferiamo alla sensazione di essere connessi con gli altri e da questi accettati. Ovvero alla percezione che le altre persone riconoscono in noi un valore, al sentirci inclusi e pienamente parte di un gruppo o una comunità.
Il bisogno di appartenenza si sviluppa in famiglia
Questi bisogni fondamentali, sono soddisfatti innanzitutto nel primo gruppo comunitario che incontriamo nella nostra vita, ossia la nostra famiglia.
Man mano che cresciamo ci interfacciamo con gruppi e contesti sempre più variegati, creando un senso di appartenenza ad essi, che nel corso degli anni si struttura e si rafforza sempre di più.
Allontanarci da cio che ci appartiene
Per quanto il senso di appartenenza a persone significative, gruppi, contesti, cultura di riferimento é qualcosa che permane in noi, ovunque siamo; tuttavia é un dato innegabile che trasferirsi all’estero può mettere fortemente in crisi il soddisfacimento di questo bisogno di appartenenza, essendo lontani da quanto ci appartiene.
Appena arrivati a destinazione, nei primi mesi, e per alcuni casi non così rari come si può pensare, anche i primi anni, sono costituiti da momenti di smarrimento:
nel nuovo contesto non abbiamo relazioni significative, non ci sono persone con le quali abbiamo strutturato una relazione nel tempo e verso le quali dunque sentiamo un senso di appartenenza.
Non apparteniamo a nessun gruppo, mancano luoghi e contesti che ci suonino familiari. É un dato di fatto: non apparteniamo a quel luogo, e non c’é ancora nulla e nessuno che ci appartenga. Finito l’entusiasmo iniziale, questi sentimenti di non appartenenza e di isolamento possono farsi sentire.
Ricostruire nuove forme di appartenenza
Il migliore strumento che abbiamo per rafforzare il nostro benessere psicologico é la consapevolezza: tutto ciò che viene negato e sottostimato, diventa la premessa per problematiche più strutturate.
Ed é quindi nostro compito non sottovalutare il peso di questi vissuti: é bene accoglierli, guardarli, condividerli.
Oltre ad attivare la nostra consapevolezza, riconoscere ed entrare in contatto con questi vissuti per elaborarli, é importante chiaramente mettere in pratica alcune azioni concrete volte a ricostruire con pazienza e determinazione nuove forme di appartenenza, come:
- Studiare la nuova lingua e immergersi nella cultura locale sotto svariati punti di vista (culturale, culinario, artistico, folkloristico etc.). Questo ci permette di fare noi un passo verso l’altro, sperimentando modalità nuove di guardare il mondo.
- Frequentare corsi o attività ricreative che rispecchino i nostri interessi, così da conoscere nuove persone e dunque di costruire una nostra rete sociale.
- Entrare in contatto con chi sta vivendo la nostra stessa esperienza, come gruppi di expat, connazionali o misti. Questo punto é molto importante, perché soprattutto all’inizio ci permette di sentirci compresi in alcuni vissuti. Ció da vita a quel fenomeno meraviglioso del rispecchiamento e del mutuo supporto dal punto di vista emozionale, e perché no, anche dal punto di vista pratico.
In ultimo, una guida che sostiene e da senso ai consigli menzionati:
il senso di appartenenza si costruisce creando legami significativi, dunque mettendoci in gioco nelle relazioni ad un livello più profondo.
In tal senso i consigli citati valgono molto poco se in questi contatti con gli altri ci manteniamo ad un livello di superficialità. Quando incontriamo persone con le quali sentiamo un buon feeling, vale la pena provare a raccontare di più di noi, di come stiamo davvero, delle nostre scelte, e interessarci a come sta veramente l’altro. Portando dunque la conversazione ad un livello più empatico, di maggiore profondità.
É questo passaggio di profondità a creare ‘connessione’ tra le persone, e quindi a poco a poco creare un maggiore senso di appartenenza. É una bella sfida, ma dal nostro punto di vista, anche una grande opportunità. Qualora dovessi sentire che la tua esperienza all’estero si sta rivelando complessa e sta mettendo in discussione il tuo benessere, é importante fermarsi e darsi la possibilità di chiedere aiuto.
Contatti:
Dottoressa Federica Caso – Psicologa
WhatsApp: +39 3398909135
Email: federica.caso.psicologa@gmail.com
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