[Ultimo aggiornamento: 01/08/2025 ore 09:20] Una scena raccapricciante ha sconvolto il centro storico della capitale portoghese mercoledì mattina. Il cadavere senza testa di un uomo, apparentemente di origine africana e privo di documenti di identità, è stato ritrovato da una guardia di sicurezza nel centro di Lisbona ,in un cantiere edile nei pressi del Teatro Nazionale D. Maria II, a pochi passi dalla centralissima piazza Rossio.
Nel pomeriggio di giovedì uno studente si è presentato spontaneamente all’ospedale São José di Lisbona, dichiarando di avere con sé la testa dell’uomo decapitato ritrovato il giorno prima nei pressi del Rossio. Secondo fonti della PSP, il sospettato portava uno zaino al cui interno, avvolta in un foglio di alluminio, vi era effettivamente una testa umana. L’uomo ha confessato l’omicidio sul posto ed è stato immediatamente arrestato con l’accusa di omicidio aggravato e profanazione di cadavere.
Indagini della Polizia Giudiziaria
Il cadavere giaceva nel Pátio do Salema, una stretta strada secondaria che collega Largo de São Domingos a Martim Moniz, due aree già note alle forze dell’ordine per problematiche legate a degrado urbano, spaccio di droga e furti. Secondo quanto appreso da Leggo Algarve, il corpo non presentava evidenti tracce di sangue né segni di violenza visibile, suggerendo che la decapitazione sia avvenuta altrove o post-mortem. Tuttavia il sospettato sostiene di aver ucciso l’uomo in strada.
Inizialmente l’efferatezza del crimine rafforzava l’ipotesi che si trattasse di un omicidio legato a dinamiche criminali. Invece lo studente, nelle fasi di dichiarazioni spontanee alla Polizia Giudiziaria, ha detto di aver conosciuto la vittima solamente qualche ora prima.
Le indagini sono affidate alla divisione omicidi della Polizia Giudiziaria di Lisbona, che ancora non è risalita all’identità della vittima. Una volta accertata, sarà quindi possibile ricostruire in modo più dettagliato la dinamica del crimine.
Gli agenti stanno passando al setaccio la zona alla ricerca di testimonianze e immagini di videosorveglianza, sia pubbliche che private, che possano aiutare a ricostruire gli spostamenti della vittima e dell’uomo reo-confesso. La polizia, ritiene, visto che la zona del ritrovamento è spesso frequentata da senzatetto e tossicodipendenti, di inserire l’omicidio in un contesto di disagio sociale.
Connessioni con altri delitti
Gli investigatori non escludono tuttavia che ci possa essere un collegamento tra il ritrovamento di questo cadavere senza la testa e altri crimini recenti di Lisbona, come quello che ha visto vittima Antenor Mendonça, un senzatetto di 85 anni lapidato a morte da un cittadino gambiano lo scorso febbraio a Campo Grande. Anche in quel caso, la violenza gratuita aveva lasciato sgomenta l’opinione pubblica.
Attesa per l’autopsia sul cadavere senza testa trovato a Lisbona
Al momento, la causa ufficiale della morte rimane ignota. Il corpo si trova ora all’Istituto di Medicina Legale per l’autopsia. I patologi dovranno stabilire se l’uomo sia stato ucciso dalla decapitazione o se quest’ultima sia stata effettuata post-mortem. Le autorità stanno anche lavorando all’identificazione della vittima, elemento chiave per poter ricostruire il contesto dell’omicidio. L’indagato comparirà venerdì davanti al giudice istruttore per l’interrogatorio di convalida. La Polizia Giudiziaria continua le indagini sul il caso e già oggi sono attesi ulteriori dettagli ufficiali sull’identità della vittima e sul movente del delitto. In un comunicato ufficiale diffuso ieri in serata, gli investigatori hanno dichiarato che non vi sono prove o indizzi che collocherebbero l’omicidio nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Un simbolo del degrado urbano
L’area compresa tra il Largo de São Domingos e Martim Moniz rappresenta una delle zone più problematiche del centro lisboeta. Luoghi un tempo vitali e ricchi di storia, oggi spesso al centro di episodi di criminalità, spaccio di stupefacenti e commercio di merce rubata. Proprio in Largo de São Domingos furono recuperati i computer rubati dalla segreteria generale del Ministero dell’Amministrazione Interna, un episodio che evidenziò le criticità del controllo del territorio urbano. E la comunità italiana residente in Portogallo, sempre più integrata nella vita cittadina, non può che assistere con preoccupazione a un’escalation che mina la percezione di sicurezza anche nei luoghi più frequentati del centro storico.
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