Le elezioni politiche di ieri in Portogallo segnano una svolta storica: l’Alleanza Democratica (AD), coalizione di centrodestra guidata da Luís Montenegro, vince con il 32,7% dei voti e ottiene 89 seggi su 230 all’Assemblea della Repubblica. Ma, come accaduto nelle ultime tornate, non conquista la maggioranza assoluta. La frammentazione del Parlamento e l’ascesa inarrestabile dell’estrema destra di Chega, che affianca il Partito Socialista (PS) come seconda forza con 58 deputati, complicano la formazione del nuovo governo.

Il PS di Pedro Nuno Santos, al 23,4%, subisce una cocente sconfitta, perdendo quasi 365.000 voti rispetto all’ultima elezione e cedendo terreno in numerosi comuni dove storicamente era egemone. In molti collegi, soprattutto nel sud del Paese e nelle periferie urbane, è Chega ad avanzare con forza, sfiorando o superando i socialisti in preferenze.
Crisi a sinistra, trionfo a destra
Il quadro emerso dal voto parla chiaro: la sinistra esce a pezzi. Il Blocco di Sinistra crolla al 2% e riesce a eleggere una sola deputata, Mariana Mortágua. La CDU, la storica coalizione tra comunisti e verdi, si ferma al 3% e mantiene appena 3 parlamentari. L’unica eccezione è Livre, il piccolo partito progressista guidato da Rui Tavares, che cresce e porta a casa 6 deputati.
Sul fronte opposto, Chega di André Ventura ottiene un risultato clamoroso. Dopo l’exploit dello scorso anno con 50 parlamentari, ora arriva a 58, con un forte radicamento nei territori popolari e nelle zone a maggiore presenza immigrata, alimentando il dibattito su integrazione, sicurezza e identità nazionale. Iniziativa Liberale migliora a sua volta, raggiungendo il 5,5% e ottenendo 9 deputati.
Dimissioni nel PS, incognite sul futuro governo
La disfatta socialista ha spinto il segretario Pedro Nuno Santos ad annunciare le dimissioni già nella notte elettorale. Nel suo intervento ha riconosciuto «una sconfitta netta e dolorosa», dichiarando che non si ricandiderà alla guida del partito. «Non appoggeremo un governo Montenegro – ha aggiunto – perché il suo programma è contrario ai valori del PS». Ha poi lanciato un appello alla mobilitazione democratica contro «un’estrema destra sempre più aggressiva e pericolosa».
A pesare sul crollo del PS anche la crisi politica che aveva portato, lo scorso anno, alla caduta del governo socialista guidato da António Costa, coinvolto nello scandalo Spinumviva.
Un parlamento bloccato
L’AD, nonostante il rafforzamento, non può governare da sola. Neppure una possibile alleanza con i liberali garantirebbe la maggioranza assoluta. E Montenegro ha ribadito, anche dopo il voto, di non voler stringere accordi con Chega. «I portoghesi ci hanno dato un mandato chiaro, ma anche la responsabilità di dialogare», ha dichiarato il leader del centrodestra. Ora si apre una fase delicata di consultazioni, con il presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa chiamato a valutare le possibili soluzioni.
Cosa cambia per gli italiani in Portogallo
Per gli italiani residenti in Portogallo, la nuova composizione del Parlamento non avrà effetti immediati sulle normative fiscali o sui regimi agevolati già in vigore. Tuttavia, la crescita di Chega e i temi identitari e di sicurezza al centro del dibattito politico potrebbero influenzare l’agenda futura, in particolare su immigrazione, cittadinanza e integrazione.
Astensione in calo, parlamento più frammentato
Il dato positivo è la partecipazione elettorale, salita al 64,4%: un livello più alto rispetto agli anni precedenti. Ma il Parlamento Portoghese esce ancora più frammentato, con ben 9 forze politiche rappresentate, tra cui i regionalisti di Juntos Pelo Povo (JPP), che ottengono per la prima volta un seggio, e il partito animalista PAN, che mantiene una presenza simbolica.
Il risultato finale di queste elezioni in Portogallo 2025
Il Portogallo dopo il voto alle elezioni politiche 2025 si risveglia con il centrodestra che ha vinto, ma non governerà facilmente. La sinistra è in crisi, mentre l’estrema destra consolida il suo ruolo di protagonista. Un nuovo ciclo si apre, con molte incognite e un solo dato certo: il sistema politico portoghese sta cambiando pelle.
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