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La giustizia condanna MEO, NOS e NOWO a risarcire i clienti per 40 milioni di euro

Oltre 1,6 milioni di clienti avranno diritto a un rimborso dopo la sentenza contro gli aumenti illegali dei prezzi

Editorial Staff by Editorial Staff
23/09/2025
in Speciali
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Un laptop con una chiave digitale su un tavolo di legno e due mani di una donna, con le unghie colorate di rosso, che probabilmente legge su un cellulare la sentenza di risarcimenti MEO NOS NOWO.

Foto: Firmbee.com

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Una vittoria storica per i consumatori in Portogallo. Il tribunale ha ordinato agli operatori di telecomunicazioni MEO, NOS e NOWO di rimborsare circa 40 milioni di euro ai propri clienti per gli aumenti dei prezzi applicati illegalmente. La sentenza, emessa in seguito a un’azione legale collettiva (class-action) promossa dall’associazione dei consumatori DECO, coinvolge oltre 1,6 milioni di persone. Ma come funziona il risarcimento e quando si potrà effettivamente ricevere il denaro? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Perché DECO ha fatto causa agli operatori?

Tutto ha inizio alla fine del 2016, quando migliaia di clienti di NOS, MEO e NOWO (all’epoca Cabovisão) si sono visti addebitare aumenti “inaspettati” sulle bollette dei servizi di telefonia, internet e TV. DECO ha ricevuto “innumerevoli reclami” da utenti che non erano stati adeguatamente informati di queste modifiche contrattuali, una pratica considerata illegale.

Prima di arrivare in tribunale, l’associazione ha tentato una soluzione extragiudiziale, incontrando le aziende e segnalando il caso all’autorità di regolamentazione ANACOM. Sebbene l’ANACOM avesse imposto agli operatori di ripetere le comunicazioni ai clienti in modo corretto, DECO ha ritenuto la misura insufficiente. Mancava infatti l’obbligo di restituire le somme indebitamente addebitate. È stato questo il motivo che ha spinto l’associazione a intentare una causa collettiva nel marzo 2018, dando il via a una battaglia legale durata anni.

Qual è stata la decisione del tribunale sul risarcimento NOS, MEO e NOWO?

Il Tribunale di primo grado si è pronunciato a favore di DECO, condannando le società a rimborsare complessivamente 40 milioni di euro. L’importo corrisponde alla differenza di prezzo applicata illegalmente tra novembre 2016 e agosto 2017 su vari pacchetti di servizi combinati. Per DECO, si è trattato di un vittoria che obbliga gli operatori responsabili a rispettare le procedure a rispetto dei consumatori. In media, si stima che ogni cliente possa recuperare tra i 14 e i 30 euro, più gli interessi legali maturati dal 2018.

Come ottenere il rimborso? Le modalità pratiche

La domanda che tutti si pongono è: come verranno effettuati i pagamenti? Paulo Fonseca, consulente di DECO, ha chiarito che, una volta confermata la sentenza, il rimborso avverrà in due modi distinti:

  1. Clienti attuali: Gli utenti che avevano un contratto nel periodo interessato e che sono ancora clienti dello stesso operatore riceveranno un credito direttamente in bolletta. La bolletta conterrà tutte le informazioni sul credito, l’identificazione della causa e i dettagli della decisione.
  2. Ex clienti: Per coloro che nel frattempo hanno cambiato operatore, sono emigrati o hanno cessato il servizio, il rimborso avverrà tramite pagamento diretto. Per raggiungere questi ex clienti, gli operatori saranno obbligati a pubblicare annunci pubblicitari (almeno tre annunci di mezza pagina per tre giorni consecutivi) con le informazioni sulla decisione e sulle modalità per richiedere il risarcimento.

Tuttavia, è importante sottolineare: i rimborsi non sono immediati. Il procedimento non è ancora definitivo.

La sentenza è definitiva? C’è il rischio di prescrizione?

No, la sentenza di risarcimenti non è definitiva e sia MEO che NOS hanno già annunciato pubblicamente di voler presentare ricorso, mentre Nowo ancora no. Quindi i consumatori dovranno attendere l’esito del prossimo grado di giudizio. Questo solleva un dubbio legittimo, considerando il recente caso che coinvolgeva alcune banche portoghesi e finito in prescrizione.

DECO, però, rassicura: il rischio di prescrizione in questo caso è molto basso. A differenza del procedimento amministrativo che ha coinvolto alcune banche per una presunta collusione, questa è un’azione collettiva civile per il risarcimento di un danno diretto. Come spiega Paulo Fonseca, “la prescrizione riprende a decorrere solo quando la sentenza diventa definitiva”. Fino a quando sono pendenti i ricorsi, i termini sono sospesi, proteggendo così i diritti dei consumatori.

Le reazioni degli operatori: MEO e NOS fanno ricorso

Come prevedibile, le società coinvolte non accettano la decisione. Sia MEO che NOS, tramite comunicati ufficiali, hanno espresso il loro disaccordo con le motivazioni della sentenza e hanno confermato l’intenzione di presentare ricorso, ricordando che si tratta di “un processo legale ancora in corso”. NOWO, ora parte del gruppo Digi, non si è ancora espressa ufficialmente.

Leggo Algarve – notizie per la comunità italiana in Portogallo © 2025 Todos os direitos reservados –  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Tags: Economiaeurotribunale
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Comments 1

  1. Liliana Santos says:
    4 mesi ago

    Aspettiamo la sentenza definitiva, grazie per l’aggiornamento

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