Un impianto fotovoltaico “perfettamente identificato” nella provincia spagnola di Badajoz è stato all’origine delle cause del blackout che il 28 aprile ha colpito vasti territori della Penisola Iberica, inclusa una parte significativa del Portogallo. Lo ha dichiarato Red Eléctrica Española (REE), il gestore del sistema elettrico nazionale spagnolo, nella conferenza stampa di presentazione della propria relazione tecnica sull’incidente. Il nome dell’impianto resta però riservato, “per motivi di riservatezza industriale”.
Secondo REE, la crisi è iniziata alle 12:03, quando un’“oscillazione forzata di frequenza” anomala ha colpito il sistema elettrico, causata da un malfunzionamento nei controlli interni di un parco solare a Badajoz. La tensione ha iniziato a fluttuare violentemente e la situazione è diventata così critica da richiedere una modifica urgente all’interconnessione con la Francia, passata temporaneamente da corrente alternata a corrente continua, in coordinamento con RTE, il gestore francese.
Una catena di eventi critici sono le cause del blackout del 28 aprile
A peggiorare la situazione, è intervenuta una reazione a catena. Ovvero prima la riduzione dello scambio con il Portogallo, poi nuove oscillazioni a distanza di pochi minuti, e infine la disconnessione di oltre 2.000 megawatt dal sistema. Tra questi, 700 MW da piccoli impianti (inclusi quelli di autoconsumo), seguiti da altri 582 MW nella stessa area di Badajoz. A quel punto il sistema elettrico non è stato più in grado di mantenere livelli di tensione stabili e si è verificato il blackout.
Le responsabilità secondo Redeia (REE)
Beatriz Corredor, presidente di Redeia (la società madre di REE), ha escluso ogni responsabilità diretta del gestore: “REE ha agito con diligenza e trasparenza, e non ha violato alcuna norma. Saranno, semmai, i tribunali o la Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza (CNMC) a stabilire eventuali responsabilità”.
L’amministratore delegato di Redeia, Roberto García, con riferimento al blackout del 28 aprile, valutate le cause, ha aggiunto che l’azienda non prevede risarcimenti, e ha respinto le accuse di “scarsa pianificazione” avanzate dal governo nel suo rapporto tecnico.
REE ha anche ribadito che “non gestisce le reti di distribuzione né i centri di controllo privati”, pur riconoscendo una responsabilità di coordinamento generale. Corredor ha denunciato che molti operatori del settore hanno fornito “dati incompleti o di scarsa qualità” per l’elaborazione della relazione. Anche per questo motivo, come il rapporto del governo, anche quello di REE è stato presentato in forma anonima.
Il nodo del controllo della tensione
Uno degli aspetti centrali della crisi è stato il fallimento del controllo della tensione. Secondo REE, se i generatori avessero rispettato gli obblighi di regolazione, l’incidente sarebbe stato evitabile. La società sottolinea che da anni sollecita l’introduzione di un servizio regolato di controllo della tensione, che permetterebbe anche agli impianti fotovoltaici ed eolici di contribuire in modo attivo alla stabilizzazione della rete, riducendo i costi complessivi del sistema. Tale proposta è sul tavolo della CNMC dal 2020, ma il servizio potrebbe vedere la luce non prima del 2026.
Ombre e domande aperte
La relazione di REE – obbligatoria per legge in caso di eventi di particolare rilevanza – arriva dopo quella del governo spagnolo, che ha puntato il dito contro la “scarsa riserva di potenza disponibile” quel giorno e una pianificazione inadeguata. La replica di REE è netta: “Con le centrali disponibili c’erano risorse sufficienti”, ha assicurato il direttore generale delle operazioni, Concha Sánchez.
Il report con le cause del blackout del 28 aprile, però, lascia molte domande aperte. A partire dalla mancata trasparenza sull’impianto responsabile, fino alle incertezze sul coordinamento tra operatori pubblici e privati. Come ha ammesso la stessa presidente Corredor: “Non spetta a noi individuare il colpevole. Questo è compito delle autorità che stanno indagando”.
Nel frattempo, la Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza, l’ENTSO-E (l’organismo europeo dei gestori di rete) e il Tribunale Nazionale spagnolo continuano a indagare. Ma per migliaia di cittadini e imprese, il blackout 28 aprile è causa di una sensazione di fragilità del sistema e la preoccupazione che tutto questo possa ripetersi.
leggoalgarve.com © 2025 Todos os direitos reservados – RIPRODUZIONE RISERVATA – Fonte: ElDiario.es
Leggi altri articoli correlati su Leggo Algarve:




