Le donne costituiscono il cuore pulsante del Portogallo, rappresentando il 52% della popolazione totale. Questo dato, tuttavia, invita a riflettere su una società dove progresso e difficoltà convivono. Un recente studio dimostra come la vita delle donne portoghesi sia caratterizzata da profonde trasformazioni e da vecchie sfide che resistono al cambiamento.
In primo luogo, si osserva un evidente cambiamento nelle scelte personali legate alla maternità. Sempre più donne in Portogallo scelgono di posticipare il momento di avere figli. Con la maggioranza che affronta la maternità solo dopo i 30 anni. Questo trend riflette una crescente attenzione alla carriera, all’istruzione e alla ricerca di stabilità economica. Tuttavia evidenzia anche una complessità che lega scelte individuali e dinamiche sociali.
Il 94% delle donne in Portogallo portano a termine gli studi superiori
Sul fronte educativo, il Portogallo si distingue in positivo nell’Unione Europea. Il tasso di abbandono scolastico tra le ragazze è tra i più bassi, e la percentuale di donne che frequentano le scuole superiori è tra le più alte. Questo risultato rappresenta una promettente base per il futuro, ma tra i banchi di scuola e il mercato del lavoro lo scenario cambia radicalmente.
Nonostante il Portogallo registri uno dei livelli di occupazione femminile più alti in Europa, il mondo del lavoro continua a riservare grandi sfide. Anche se solo del 5,5% il mercato del lavoro è dominato dagli uomini. In Italia la disparità tra uomini e donne è del 19,5%. Tornando al Portogallo, i settori con i salari più alti sono predominati dagli uomini. Ma ciò che preoccupa è che una donna su cinque è costretta a lavorare con contratti temporanei, un segnale chiaro della precarietà che pesa sulle lavoratrici.
La disparità salariale è un’altra ferita ancora aperta. Le donne in Portogallo guadagnano in media 238 euro in meno al mese rispetto agli uomini, e questo divario si amplia man mano che si sale nell’anzianità di servizio. Nei ruoli manageriali, la differenza, tra lo stipendio maschile e quello femminile, si aggira intorno ai 760 euro. Inoltre, soltanto una donna ogni quattro uomini trova spazio nei consigli d’amministrazione aziendali. Solamente il 16,9% dei posti manageriali sono occupati da donne (Italia 14,9%), facendo del Portogallo uno dei Paesi europei con meno donne ai vertici.
Le donne in Portogallo sopra i 65 anni sono a rischio povertà
Questi dati non lasciano spazio a dubbi: le donne portoghesi affrontano un non trascurabile rischio di povertà. Soprattutto nella vecchiaia o all’interno di famiglie monoparentali. Tali realtà sollevano domande pressanti sulla necessità di politiche più incisive volte a garantire la parità di genere e a ridurre la precarietà.
I dati portoghesi a confronto con quelli europei
Nel panorama dei 27 Stati membri dell’Unione Europea, il Portogallo si colloca al sesto posto tra i Paesi in cui le donne diventano madri più tardi.
Il Paese si distingue anche per il basso numero di giovani donne tra i 15 e i 29 anni che né studiano né lavorano, una categoria nota come “nem-nem”, registrando una delle percentuali più basse nell’UE.
Un altro dato significativo riguarda l’occupazione femminile: l’84% delle donne in Portogallo è attivamente impiegato, una percentuale ben superiore alla media europea del 77%. Inoltre, a differenza di nazioni come Austria, Germania e Paesi Bassi, dove oltre il 65% delle madri lavora part-time, in Portogallo la maggior parte delle donne lavora a tempo pieno.
Nota del Redattore di Leggo Algarve: Fonte dei dati PORDATA – EUROSTAT (raccolta dati tra il 13.12.2024 e il 21.02.2025)
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