Un altro giovane ragazzo portoghese muore nella guerra in Ucraina, dove combatteva come volontario nella Legione Internazionale a fianco delle forze armate di Kiev. Ex paracadutista dell’esercito portoghese e pompiere volontario a Sacavém, Guerreiro è morto combattendo nella Legione Internazionale a sostegno dell’Ucraina contro l’invasione russa. La notizia della sua morte, avvenuta nella regione di Kupiansk nell’Ucraina orientale, è stata confermata dal Segretario di Stato per le Comunità Portoghesi, José Cesário.
Il giovane, di 23 anni, che aveva prestato servizio nell’esercito per quattro anni e lavorato come pompiere volontario per otto mesi, aveva chiesto un congedo e nel febbraio 2024 aveva deciso di partire per l’Ucraina come soldato volontario. «Le informazioni che abbiamo ricevuto non sono ufficiali, ma sono state confermate anche alla madre del soldato, che ho contattato personalmente», ha spiegato Cesário. «Lo Stato portoghese farà tutto il possibile per recuperare il corpo, anche se è una procedura estremamente complicata perché il cadavere si trova in una zona controllata dai russi.»
Secondo quanto riferito dai suo compagni al fronte, Guerreiro è caduto durante un combattimento. Si sa che il militare faceva parte della Legione Internazionale, una formazione composta da soldati stranieri impegnati a difendere l’Ucraina. Kupiansk, dove è caduto, è una città strategica cruciale nell’oblast di Kharkiv, contesa fra le due fazioni sin dall’inizio della guerra. Parte della periferia è ancora sotto controllo russo.
Il giovane soldato portoghese morto in guerra in Ucraina lamentava le condizioni di lavoro
Sulla sua pagina LinkedIn, che Leggo Algarve ha visionato, Jerónimo Guerreiro si descriveva come “in cerca di lavoro”, dopo un periodo come pompiere a Queluz, Lisbona e Sacavém. La sua esperienza militare gli aveva permesso di ottenere rapidamente un contratto con le forze ucraine, ma la realtà si era rivelata ben diversa. «Nei primi quattro mesi non mi hanno pagato niente», aveva raccontato in un’intervista esclusiva al Correio da Manhã. «Ho persino sofferto la fame. Dovevamo pagare di tasca nostra cibo, alloggio, carburante per i veicoli. Era complicato.»
Il contratto, sulla carta, prevedeva uno stipendio mensile di circa 70.000 grivne (circa 1.470 euro), raddoppiato in caso di missioni al fronte. Ma la burocrazia e i ritardi avevano trasformato l’esperienza in un calvario. Armamenti guasti e incompleti, visori notturni non funzionanti e ritardi nei pagamenti dei salari.
La famiglia è stata informata direttamente dal comando della Legione Internazionale
Con la morte di Jerónimo Guerreiro, salgono a cinque i cittadini portoghesi deceduti nel conflitto: prima di lui avevano perso la vita Mike Riley, João Natário, Gonçalo Graça e Bruno Faria. La sorella di quest’ultimo ha lanciato un appello via social media rivolto al Presidente della Repubblica e al Governo affinché venga fatta chiarezza sulla sorte dei portoghesi scomparsi o caduti in battaglia.
Mentre la diplomazia lavora per il recupero dei corpi, resta il dolore per un’altra giovane vita spezzata troppo presto. Anche l’Italia ha un numero imprecisato di soldati mercenari arruolati nella Legione Internazionale di difesa territoriale dell’Ucraina. Alla fine dello scorso mese erano sei le vittime italiane accertate sul fronte ucraino.
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e la notizia quale sarebbe?
1. In Portogallo guadagnava poco, ma pur sempre almeno un 40% sopra la media
2. Si è arruolato volontariamente per una guerra ed è morto
3. La conferma ulteriore e pubblica da parte del mainstream che l’occidente stà combattendo contro la Russia pur l’Ucraina non essendo parte della NATO