Quante volte ci siamo sentiti dire: “beato te che hai trovato la forza di andartene dall’Italia…” Sono molti i giovani italiani che sognano di trasferirsi all’estero. Non tutti, ma molti. Nella storia demografica dell’Italia l’emigrazione è stata una costante. In anni lontani le ondate di persone che andavano a cercare fortuna all’estero erano massicce. Oggi, con un volo, si va e si torna più agevolmente di un tempo. Oggi l’estero è più alla portata di tutti. Così che la strada agevole e il far parte dell’Europa favorisce una nuova ondata migratoria dei nostri giovani. Un flusso silenzioso, quasi impercettibile. Quando in realtà i numeri sono addirittura tre volte maggiori di quelli ufficiali.
Lo scrive Il Sole 24 Ore citando lo studio “Lies, Damned Lies, and Statistics: un’indagine per comprendere le reali dimensioni della diaspora dei giovani italiani” a cura della Fondazione NordEst e Talented Italians in Uk ed a firma di Ludovico Latmiral, Luca Paolazzi e Brunello Rosa, presentato di recente alla Annual Conference – Italian Economic Association a L’Aquila.
Fa luce sul fenomeno e dimostra come la recente ondata migratoria sia di dimensioni paragonabili a quelle del passato. Con effetti molto importanti sul potenziale di crescita dell’economia italiana, e quindi sulla sostenibilità del debito pubblico. Un flusso caratterizzato dall’età giovane delle persone (20-34 anni), e questo non è una novità storica. Dopodiché, la differenza rispetto al passato è che partono giovani dal più elevato grado di istruzione.
Un fenomeno sottostimato nei dati
Negli undici anni 2011-2021, secondo i dati Istat, 451.585 giovani italiani di 18-34 anni hanno trasferito all’estero la residenza, mente 134.543 dall’estero l’hanno trasferita in Italia. Con quindi un saldo migratorio di meno 317.042 giovani.
Tuttavia, la situazione reale pare essere un’altra. Molti giovani risultano residenti nel territorio italiano perché scelgono di non iscriversi all’Aire. Di conseguenza il numero dei giovani expat sono sottostimati . Il vero numero di emigranti, nel periodo 2011-2021, si avvicina a quasi 1,3 milioni. Una cifra simile a quella degli anni ’50. Il flusso migratorio reale genera un “costo” in termini di perdita di capitale umano stimato in 38 miliardi di euro. Ha sicuramente anche gravi conseguenze sulle dinamiche demografiche italiane, perché poi molti di questi giovani faranno famiglia fuori dalla patria.




