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Halloween, la notte delle streghe: origini, significato e come è arrivata la festa in Portogallo

Scopri come Halloween in Portogallo è diventata una celebrazione simbolica, tra influenze americane e tradizioni locali che continuano a vivere nelle città e nelle campagne.

Vito Iodice by Vito Iodice
31/10/2025
in Cultura
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Un gruppo di persone vestite con costumi da clown bianchi e neri e dipinti sul viso camminano insieme di notte in una strada di Lisbona in Portgallo durante la festa di Halloween, circondati da altre persone e da alti edifici.

Lisboa Halloween Parade - Foto: DB / Leggo Algarve

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Negli ultimi decenni, Halloween in Portogallo ha conquistato una popolarità crescente, passando da una curiosità importata dagli Stati Uniti a ritrovarsi saldamente nel calendario delle celebrazioni nazionali. Il fenomeno, almeno in Portogallo, non è però il risultato di una semplice copiatura: Halloween è il frutto di un incontro tra abitudini straniere e antiche tradizioni locali, un viaggio culturale segnato dalla contaminazione e dalla reinterpretazione.

Se fino a pochi anni fa il 31 ottobre era considerato la semplice vigilia di Ognissanti, dedicata soprattutto al ricordo dei defunti, oggi la notte di Halloween rivaleggia, e talvolta supera, le pratiche più tradizionali. Famiglie e amici si ritrovano, bambini si travestono da streghe e fantasmi, e le città si riempiono di eventi, feste e decorazioni dal sapore internazionale. Dietro questa festa, però, si cela una storia intricata che unisce cinema, televisione, rituali rurali e il bisogno universale di celebrare la collettività.

Un ripiano rivestito di iuta con alcune castagne arrosto che nel periodo di Halloween in Portogallo sono molto comuni. Si vede sfuocato sullo sfondo una strada con i piedi di una persona e un piccolo peluche in una cassettina di legno.
Castagne a Lisbona – Foto: DB / Leggo Algarve

L’influenza dei media americani: il viaggio di Halloween verso il Portogallo

Il successo di Halloween in Portogallo è indissolubilmente legato all’influenza del cinema e della televisione americani. Fu già dagli anni della Guerra Fredda che iniziarono a portare nelle case portoghesi le immagini di zucche intagliate, costumi inquietanti e bambini che bussano alle porte chiedendo “dolcetto o scherzetto”. La globalizzazione mediatica ha svolto un ruolo determinante, trasformando Halloween da curiosità d’oltreoceano a icona pop. Inizialmente, infatti, questa “importazione culturale” ha viaggiato lentamente: prima le grandi città, poi i contesti periferici, ricevevano e reinventavano la festa secondo i propri ritmi. Tutto questo in un processo di mediazione che ha permesso a Halloween di fondersi con le tradizioni locali anche in Portogallo.

Le radici portoghesi: culto dei morti e feste di raccolto come in Italia

Sebbene Halloween sia universalmente riconosciuta come tipicamente americana, le sue radici – il culto dei morti, la celebrazione del raccolto, la socializzazione comunitaria – fanno parte da sempre della cultura portoghese. Nel periodo attorno al 1° novembre, la tradizione nazionale invita a rendere omaggio ai defunti, visitare i cimiteri, accendere candele e condividere il ricordo dei propri cari.

Ma la vera peculiarità del Portogallo è l’antico magusto, considerato da molti un “Halloween portoghese”. Celebrato l’11 novembre, durante il giorno di San Martino, il magusto segna la fine del raccolto autunnale e l’inizio dell’inverno. Attorno ai falò, famiglie e amici si riuniscono per arrostire castagne, assaggiare il primo vino della stagione e condividere storie. Il fuoco di San Martino simboleggia il calore umano, la convivialità e la festa della comunità. Questi valori, oggi, rivivono anche nel Halloween contemporaneo.

Pão por Deus: il dolcetto portoghese

Accanto al magusto, una tradizione che merita di essere raccontata è il pão por Deus. Celebrata il 1° novembre, questa antica consuetudine vede i bambini andare di porta in porta a chiedere pane, dolci e frutta secca, cantando filastrocche e versi dedicati ai defunti. “Pão por Deus, fiel de Deus, Bolinho no saco, andai com Deus”, recita una delle formule più conosciute.

Il pão por Deus affonda le sue origini nel XV secolo, quando il cibo era condiviso come forma di preghiera per le anime. Dopo il terremoto del 1755, la tradizione si rafforzò soprattutto tra le fasce più umili di Lisbona, diventando momento di solidarietà e aiuto reciproco. Ancora oggi, soprattutto nelle aree rurali in Portogallo, questa celebrazione mantiene il suo valore familiare e religioso, distinguendosi dallo spirito più ludico e commerciale di Halloween.

Halloween nelle scuole: una nuova tradizione

Le scuole in Portogallo sono state il vero motore dell’integrazione di Halloween. I festeggiamenti, spesso sostenuti dagli insegnanti di inglese, hanno permesso ai bambini di avvicinarsi alle usanze anglosassoni in modo conviviale e creativo. La festa ricorda in parte il Carnevale, offrendo la possibilità di travestirsi, partecipare a giochi educativi, laboratori artistici e momenti di socializzazione. I genitori, a loro volta, hanno iniziato a sostenere Halloween, desiderosi di offrire ai figli esperienze diverse e di condivisione.

Un insegnante della scuola primaria di Albufeira conferma a noi di Leggo Algarve: “È una data molto celebrata nelle scuole del primo ciclo. Gli studenti chiedono di travestirsi, i genitori organizzano feste e le attività ruotano attorno all’apprendimento del vocabolario inglese e alla creatività. Oggi Halloween è più che una festa importata: è uno spazio educativo, di integrazione e di espressione culturale”.

Halloween in città e nelle campagne: due anime a confronto

La diffusione di Halloween in Portogallo non è omogenea. Nelle grandi città, la pressione commerciale, la presenza sociale dei media e le scuole favoriscono il radicamento della festa americana. Locali, negozi e centri commerciali propongono eventi tematici, mentre le piazze si riempiono di maschere e spettacoli.

Due persone con elaborati costumi di Halloween, uno come un tristo mietitore e l'altro come una figura gotica con un teschio rosso, si trovano di fronte a un edificio bianco di notte, illuminato a giorno, catturando l'inquietante spirito di Halloween in Portogallo.
Foto: CM Albufeira

Nell’entroterra, invece, la resistenza è più forte: le famiglie riservano il periodo di Ognissanti alle visite ai cimiteri, al magusto e alle tradizioni locali. Il desiderio di preservare il patrimonio storico, insieme al recupero di valori comunitari e solidali, dà vita a celebrazioni meno vistose ma profondamente sentite.

Le radici simboliche della festa: identità e convivialità

La storia di Halloween in Portogallo è la storia di una festa che ha saputo trasformarsi e adattarsi, senza mai snaturare il suo spirito. Dietro maschere, zucche e dolcetti, si riconoscono i temi universali che accomunano le celebrazioni di tutto il mondo. Il ricordo dei defunti la festa del raccolto, momenti di socialità e di condivisione. Ciò che colpisce, in particolare, è la capacità delle giovani generazioni di re-interpretare simboli antichi con linguaggi nuovi, creando ponti tra passato e presente.

Da Halloween alle feste di streghe in Italia: somiglianze e differenze

Il legame tra tradizioni portoghesi e italiane si manifesta anche nel modo in cui la paura, la magia e il mistero sono celebrati. In Italia, diverse feste legate al mondo delle streghe testimoniano una cultura ricca di simboli magici e rituali collettivi.

  • La Notte delle Streghe di San Giovanni in Marignano (Emilia-Romagna) segna l’inizio dell’estate con rievocazioni magiche, mercatini e laboratori di erboristeria, in una notte che racchiude mistero e tradizione popolare. Si svolge ogni anno a fine giugno, la notte di San Giovanni.
  • Strigora a Triora (Liguria) ricorda i celebri processi alle streghe tra il 1587 e il 1589, trasformando il borgo in un teatro di rievocazioni storiche, mercatini e spettacoli che interrogano il rapporto tra mito e storia. La festa si tiene ad agosto, dopo Ferragosto.
  • Festa di San Giovanni a Roma ha una tradizione notturna ricca di leggende: la notte tra il 23 e il 24 giugno, si narra che streghe e stregoni si radunassero nei pressi del Laterano, dando vita a rituali magici e superstizioni antiche.
  • La Giubiana (Piemonte e Lombardia) è l’antica celebrazione del nord Italia, in cui enormi falò bruciano la figura della Giubiana, portando via con le fiamme le paure e i mali dell’inverno. Si svolge l’ultimo giovedì di gennaio.

Queste feste italiane, come quella di Halloween in Portogallo, affondano le radici nel bisogno di esorcizzare la paura, celebrare il cambiamento stagionale e rafforzare legami di comunità.

Una scena notturna all'aperto a Vilar de Perdizes mostra un gruppo di persone riunite vicino a un edificio illuminato e a una grande statua; rami frondosi incorniciano la parte superiore dell'immagine, evocando la festa di Halloween in Portogallo.
Foto: GF Vilar de Perdizes

Halloween e tradizioni locali: una fusione feconda

La versione portoghese di Halloween è, insomma, il risultato di una mescolanza culturale in cui si incontrano la globalizzazione, l’educazione scolastica, la ritualità religiosa e la convivialità rurale. Ogni regione, città e villaggio conserva varianti, usanze e rituali, collegando la festa alle grandi celebrazioni del calendario nazionale, come Ognissanti, San Martino e pão por Deus.

Dal nord al sud, Halloween in Portogallo assume mille volti: nelle città batte forte il tempo della contemporaneità, tra social media e shopping; nelle campagne risuonano le parole delle nonne e le antiche filastrocche dei bambini.

Tra memoria e innovazione, l’importante che la festa continui

Oggigiorno, il calendario lusitano si arricchisce di esperienze, colori e storie, ricordando a tutti che celebrare – nelle sue infinite forme – è una pratica antica, necessaria e, soprattutto, condivisa. Halloween in Portogallo non è più soltanto una “festa importata”: è diventata parte integrante della cultura nazionale, contaminata, reinventata e valorizzata dalle nuove generazioni. Le radici profonde del culto dei morti, del raccolto e della condivisione convivono con la creatività e l’immaginazione della contemporaneità, offrendo agli italo-residenti e a tutti i curiosi un’occasione per riscoprire il valore delle celebrazioni collettive.

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Tags: culturacuriositàEventifestival
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