Ricevo la notifica di un’infrazione al codice della strada commessa all’estero. Il dubbio sorge spontaneo: è obbligatorio pagare le multe prese all’estero? Spesso si pensa che gli enti riscossori non dialoghino a livello internazionale. E questa idea ha talvolta portato ad una convinzione di impunità per coloro che commettono infrazioni stradali fuori dal proprio paese di residenza. Contando appunto sulla difficoltà di far valere le sanzioni al di fuori del paese di emissione. In risposta a questa sfida, l’Unione Europea è pronta a stringere le maglie attorno agli automobilisti trasgressori. Come? Attraverso un accordo che semplifica per le autorità municipali l’identificazione e la penalizzazione dei conducenti indisciplinati. Indipendentemente dal paese in cui la vettura è immatricolata.
L’intesa politica raggiunta tra l’Europarlamento e i governi nazionali (sia Italia che Portogallo inclusi tra gli altri) punta dritto a prevenire la guida spericolata anche in vacanza o in terra straniera. Secondo Kosma Zlotowski, il politico polacco a capo della negoziazione, l’accordo punta a eliminare la percezione che un’automobile con targa straniera possa assicurare impunità dalle sanzioni stradali. Così oltre all’eccesso di velocità, alla guida in stato di ebbrezza e al mancato rispetto del semaforo rosso, la lista dei crimini stradali che faranno scattare la cooperazione transfrontaliera è stata ampliata anche a divieto di sosta, sorpasso pericoloso, guida contromano, superamento della linea continua, ingresso in aree a traffico limitato, omissione di soccorso.
Undici mesi per emettere la multa dalla data dell’infrazione
Georges Gilkinet, ministro belga della Mobilità, sottolinea l’importanza di questa svolta per la sicurezza stradale in Europa. Con queste misure, si cerca di garantire un trattamento equo per tutti gli automobilisti dell’UE, indipendentemente dalla loro nazionalità. Si affronta così il problema dell’impunità che finora ha visto circa il 40% degli automobilisti stranieri che si rifiutavano di pagare le multe prese all’estero. L’introduzione di procedure di assistenza più stringenti tra i paesi membri e l’obbligo di risposta entro tempi brevi rappresentano un passo decisivo verso una maggiore responsabilità e sicurezza sulle strade europee.
Lo stato di residenza si farà carico di far pagare le multe prese all’estero
Ma non è tutto: su richiesta della polizia del territorio in cui la trasgressione si è verificata, il Paese di residenza dell’automobilista indisciplinato dovrà farsi carico di riscuotere la somma dovuta nel caso in cui la multa sia superiore a 70 euro e anche quando siano esaurite tutte le azioni legali per ottenere il pagamento. Questo nuovo sistema, che prevede due cose. La prima il termine di undici mesi dalla data dell’infrazione per l’emissione della multa. La seconda è che mira a incrementare la trasparenza e l’efficienza nell’applicazione delle regole grazie alla creazione di un portale online dedicato. Questo strumento fornirà informazioni dettagliate sulle infrazioni, sulle opzioni di ricorso disponibili e sulle relative sanzioni, semplificando la vita di automobilisti e autorità. L’accordo dovrà ora essere approvato formalmente dalle due istituzioni e i governi avranno in seguito 30 mesi massimo per trasporlo nelle rispettive legislazioni.




