L’emittente pubblica nazionale ha deciso di presentare ufficialmente un nuovo look per RTP, inaugurando un’identità visiva inedita che ha come obiettivo primario l’unificazione e la razionalizzazione di tutti i marchi legati alla televisione, alla radio e alle sempre più centrali piattaforme digitali. Questa svolta strategica non si limita a un semplice ritocco estetico, ma mira a ridefinire in maniera strutturale la percezione del gruppo da parte del pubblico, accorpando i vari servizi offerti sotto un unico grande cappello istituzionale.
Le linee guida del nuovo look per RTP e l’addio al simbolo storico
La novità d’impatto di questa imponente operazione di rinnovamento corporativo è senza dubbio la definitiva scomparsa del vecchio e storico simbolo grafico. Al suo posto, la sigla stessa dell’emittente passa ad assumere il ruolo di elemento assolutamente centrale ed esclusivo dell’immagine del gruppo. Con questo mutamento visivo, le reti televisive, le frequenze radiofoniche e l’intero ecosistema digitale passano a essere rigorosamente organizzati e presentati al pubblico come veri e propri sottomarchi direttamente dipendenti dal marchio principale aziendale.
La riorganizzazione dei canali nel nuovo look per RTP
All’interno di questa rivoluzione d’immagine rientrano anche significative alterazioni per quanto concerne la denominazione ufficiale di alcuni specifici servizi diretti all’estero. Il caso più emblematico è quello di RTP Internacional, il canale dedicato alla diaspora e alla diffusione della cultura portoghese nel globo, che da oggi cambia ufficialmente il proprio nome per chiamarsi RTP Mundo.
Dal punto di vista prettamente cromatico, la nuova identità è già stata declinata e presentata in dettaglio per tutti i canali e per tutte le stazioni radio. La direttiva generale diramata dal gruppo prevede che ogni servizio manterrà un proprio colore distintivo, confermando nella stragrande maggioranza dei casi le tonalità già note al pubblico. L’unica eccezione di rilievo all’interno del palinsesto televisivo riguarda il secondo canale, RTP2, che abbandonerà definitivamente il colore giallo utilizzato finora per ritornare all’arancione come sua tonalità identificativa principale.
Le radio pubbliche e l’impatto del nuovo look per RTP
Il processo di omologazione non ha risparmiato il delicato comparto radiofonico, che subisce forse la modifica più impattante dal punto di vista della nomenclatura e della percezione quotidiana. Da questo momento in poi, infatti, tutte le emittenti radiofoniche pubbliche sono obbligate a integrare la sigla aziendale direttamente prima del loro nome. Di conseguenza, le stazioni che generazioni di ascoltatori conoscevano semplicemente come Antena 1, Antena 2 e Antena 3 si designeranno ufficialmente come RTP Antena 1, RTP Antena 2 e RTP Antena 3, di pari passo con le altre reti del gruppo. L’obiettivo esplicitamente dichiarato dai vertici per giustificare questo radicale intervento è la necessità di rinforzare e consolidare in modo inequivocabile la forza del marchio madre.
Le proteste interne e il dissenso dei lavoratori
Tuttavia, queste novità hanno immediatamente generato un’ondata di aspre critiche all’interno dell’azienda stessa. Attraverso un duro comunicato ufficiale, il Consiglio di Redazione della Rádio ha espresso il proprio profondo dissenso, affermando senza mezzi termini che la forzata alterazione dei nomi rappresenta “un attacco alla nostra identità”. L’organo di rappresentanza ha inoltre puntato il dito direttamente contro la Direzione di Informazione, accusandola formalmente di non aver impedito la perdita di quelli che vengono considerati dei veri e propri marchi storici della radio pubblica portoghese.
Il clima di tensione è sfociato in una mobilitazione attiva sul campo: i lavoratori della radio hanno infatti convocato un presidio di protesta davanti alle porte delle strutture dell’azienda. Interpellata sulla delicata questione dall’agenzia di stampa Lusa, la Direzione di Informazione della Rádio ha scelto di non rilasciare dichiarazioni, trincerandosi dietro un rigoroso no comment.
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