Valentino Garavani, lo stilista che ha definito il sogno italiano di eleganza per oltre mezzo secolo, è morto a 93 anni. «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», annuncia in una nota la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Sebbene il suo nome sia indissolubilmente legato al Bel Paese e alle passerelle parigine, esiste un capitolo affascinante e meno noto che riguarda il rapporto tra Valentino Garavani e il Portogallo. Una connessione maturata negli ultimi anni attraverso la scoperta artistica e il dialogo culturale. La capitale lusitana, infatti, non è stata per lui solo una meta turistica, ma un luogo di stimolo intellettuale capace di generare nuove visioni.
Il rapporto artistico tra Valentino Garavani e il Portogallo
Per la comunità italiana residente in territorio portoghese, guardare alla figura del maestro oggi significa andare oltre il ricordo del mito della couture. Significa riconoscere come la leggenda della moda abbia trovato a Lisbona una eco contemporanea sorprendente. In un paese che ha visto crescere esponenzialmente la presenza italiana tra pensionati e nuovi professionisti, la storia che lega Valentino Garavani e il Portogallo diventa il simbolo di un dialogo più ampio tra due culture latine affini. Entrambe le nazioni condividono una sensibilità profonda per la bellezza, per la forma e per la conservazione di un patrimonio estetico che sa rinnovarsi senza tradire le proprie radici.
Dalle passerelle globali agli atelier di Lisbona
Nato nel 1932 a Voghera, Valentino ha costruito la propria leggenda partendo dalla Lombardia per conquistare Parigi e Roma, vestendo le più grandi star del cinema e della politica. Ha codificato un’idea di femminilità fatta di linee pure e glamour misurato. Tuttavia, dopo il ritiro dalle scene e il passaggio di testimone della sua maison, non si è limitato al ruolo di icona vivente. Ha continuato a osservare il mondo con curiosità, lasciandosi sorprendere dall’arte contemporanea. È in questo contesto che Lisbona si è rivelata un terreno fertile, offrendo al sarto nuove prospettive e confermando la vitalità del legame tra Valentino Garavani e il Portogallo inteso come spazio di ispirazione.
L’incontro che unisce Valentino Garavani e il Portogallo creativo

Il momento chiave di questa relazione è stato l’incontro con Joana Vasconcelos, l’artista lisboeta celebre per le sue installazioni monumentali. La visita di Valentino al suo atelier di Lisbona non è stata una semplice tappa di cortesia, ma l’inizio di un confronto reale tra due modi di intendere la forma. Vasconcelos lavora con materiali popolari e oggetti domestici, mentre Valentino ha sempre scolpito il tessuto prezioso. Eppure, il dialogo è scaturito proprio su questo terreno comune. Entrambi hanno compreso che moda e arte possono trasformare la materia in visione. Questo scambio ha dimostrato quanto fosse vivo l’interesse tra Valentino Garavani e il Portogallo e la sua scena artistica emergente.
Il progetto Venus è l’esposizione a Roma
Da quell’incontro a Lisbona è nato “Venus”, un progetto espositivo che ha messo in dialogo le creazioni storiche della maison con le opere della Vasconcelos. Presentata a Roma, l’installazione ha funto da ponte ideale tra l’universo sofisticato della couture italiana e l’energia barocca dell’arte portoghese. In “Venus”, la moda ha smesso di essere solo abbigliamento per diventare materia di discorso artistico. Il fatto che questo dialogo abbia avuto origine da una visita lisboeta testimonia come la città sia diventata una capitale della creatività globale, capace di attrarre l’attenzione di un maestro come Valentino Garavani e di consolidare il binomio con il Portogallo nella cronaca culturale.
Uno sguardo lusitano sul maestro italiano
La morte di Valentino è stata seguita con grande rispetto dai media portoghesi. La stampa lo ha ricordato come uno dei grandi creatori del Novecento, sottolineando la sua influenza sull’immagine della donna sofisticata. Negli articoli pubblicati oggi in suo onore emerge il riconoscimento di una parentela estetica tra il gusto italiano e quello portoghese. La cura del dettaglio e la teatralità della presentazione sono elementi che accomunano la couture di Valentino alla cultura visiva del Portogallo, dagli azulejos all’arte pubblica. Il ricordo del maestro entra così nel dibattito culturale locale non solo come commemorazione, ma come spunto di riflessione sulle identità nazionali.
Un ponte simbolico tra Valentino Garavani e il Portogallo
Per chi ci legge Leggo Algarve dal Portogallo, la figura dello stilista può essere riletta oggi come un ponte simbolico da Roma a Lisbona. La sua curiosità per la scena artistica di portoghese racconta di un’Italia aperta al confronto con altri paesi europei ricchi di tradizione artigianale. Nel salutare il maestro, la comunità italiana può riconoscersi in questa storia di scambi culturali. È il racconto di un’eccellenza che, pur consacrata al mondo, ha saputo guardare a Lisbona come a un interlocutore privilegiato. In questo dialogo continuo risiede forse la chiave migliore per celebrare il legame tra il nostro Valentino Garavani e il Portogallo.
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