Era il 7 aprile 2011, nel bel mezzo della crisi finanziaria europea, il Portogallo si trovava costretto a chiedere assistenza all’Unione europea e al Fondo monetario. Tuttavia, tredici anni dopo, la situazione si è ribaltata in modo sorprendente. L’agenzia di rating Moody’s ha annunciato venerdì una duplice promozione per il Portogallo, portando il rating del paese da “Baa2” a “A3” – un notevole salto di due gradini, equiparabile a un passaggio da un voto scolastico di 6 ad un 8 in un colpo solo.
Le ragioni di questo significativo miglioramento sono esplicitate nel comunicato di Moody’s. La decisione si basa sul sostegno alla sostenibilità del debito nel medio termine derivante «da una serie di riforme economiche e fiscali, dalla riduzione dell’indebitamento del settore privato e dal continuo rafforzamento del sistema bancario». Le prospettive a medio termine del Portogallo sono ulteriormente rafforzate da «significativi investimenti pubblici e privati e dall’implementazione di ulteriori riforme strutturali. Entrambi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)».
Quale futuro si prevede per il Portogallo
Nonostante la parentesi della pandemia, Moody’s osserva che la riduzione del peso del debito del Portogallo prosegue a uno dei ritmi più rapidi tra le economie avanzate. Questo grazie ad una crescita robusta e bilanci sostanzialmente in pareggio. Tuttavia, l’agenzia guarda anche ai recenti segnali di rischi politici che potrebbero rallentare i progressi negli investimenti e nelle riforme legate al PNRR. Il Portogallo, infatti, dovrà tornare al voto nei primi mesi del 2024. A inizio novembre infatti sono giunte le dimissioni a sorpresa del primo ministro António Costa. Rassegnate dopo il suo presunto coinvolgimento in un’inchiesta sulla corruzione legata ad alcuni progetti per la transizione verde e digitale nel Paese.
Pochi giorni dopo, però, era arrivato il colpo di scena. Ovvero il nome di António Costa, comparso nella trascrizione di un’intercettazione agli atti dell’inchiesta, non era quello del primo ministro portoghese, bensì quello del ministro dell’Economia, António Costa Silva.
Guardando al futuro l’autorevole agenzia di rating, Moody’s, prevede anche un possibile effetto economico negativo. Una popolazione sempre più vecchia anche se la media sarà mitigata dall’immigrazione. Tuttavia i giovani immigrati infatti daranno sprint al mercato del lavoro e alla crescita della produttività per i prossimi anni.




