Una tragedia scuote il calcio portoghese e lascia un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi del calcio portoghese. Nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 6 agosto 2025, è venuto a mancare a soli 53 anni Jorge Costa, attuale direttore sportivo e leggendaria bandiera del Porto. La causa del decesso è un arresto cardiorespiratorio.
Secondo quanto riportato dai principali quotidiani sportivi nazionali, come A Bola e Record, l’ex difensore si è sentito male in tarda mattinata presso il centro di allenamento di Olival. Proprio lì, dove per anni ha sudato e vinto, sono arrivati i primi, disperati soccorsi da parte dello staff medico del club, che ha tentato di rianimarlo anche con l’uso di un defibrillatore.
Trasportato d’urgenza e in condizioni critiche all’ospedale São João di Porto, Costa è stato immediatamente ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Purtroppo, ogni sforzo si è rivelato vano e il suo cuore ha cessato di battere nel primo pomeriggio.
Il malore lo ha colpito poco dopo aver rilasciato un’intervista a SportTV. Durante la mattinata, riportano alcuni testimoni, si era lamentato più volte dell’intenso caldo. Non era, purtroppo, un fulmine a ciel sereno: già nel 2022 aveva sofferto di un problema cardiaco simile.
Una carriera di Jorge Costa nel Porto, da “Bicho” a DS
Soprannominato “Bicho” (la bestia) per la sua grinta e il suo carisma in campo, Jorge Costa è stato un simbolo del Porto per oltre un decennio. Con la maglia bianco-blu, dal 1992 al 2002 e dopo una breve parentesi al Charlton in Inghilterra, ha costruito un palmarès impressionante: 8 campionati portoghesi (di cui cinque consecutivi), 5 Coppe di Portogallo e 8 Supercoppe.
La consacrazione internazionale è arrivata sotto la guida di un giovane José Mourinho, che lo volle come capitano del suo “Porto dei miracoli”. Con la fascia al braccio, Costa ha sollevato al cielo la Coppa UEFA nel 2003 e, soprattutto, la Champions League nella memorabile finale del 2004. A questi trofei si aggiunse anche la Coppa Intercontinentale dello stesso anno.
Anche la Federcalcio portoghese ha espresso il proprio cordoglio, ricordando le sue 50 presenze con la Seleção, con cui ha partecipato a Mondiali ed Europei, e la vittoria della Coppa del Mondo Under 20.
La testata di Weah e le lacrime di Mou
Nella memoria dei tifosi, non solo portoghesi, resta indelebile anche un episodio di cronaca che lo vide protagonista. Era il 1996, fase a gironi di Champions League: al termine della partita tra Milan e Porto, l’attaccante rossonero George Weah lo colpì con una violenta testata nel tunnel degli spogliatoi, un gesto che gli costò sei giornate di squalifica.
Tra le tante reazioni commosse dal mondo del calcio, spicca quella del suo ex allenatore, José Mourinho. Appresa la notizia durante la conferenza stampa alla vigilia di un impegno del suo Fenerbahçe, lo Special One non è riuscito a trattenere le lacrime. “Una parte della mia storia se ne va”, ha detto con la voce rotta dall’emozione. “Era un leader, non è una questione di fasce al braccio, conta ciò che uno rappresenta. Sono molto, molto triste”. Parole che racchiudono il legame profondo tra due uomini che hanno scritto la storia del calcio portoghese ed europeo.
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