Fondata nel 2010, la nota catena di panetterie Padaria Portuguesa è ufficialmente sul mercato. Gli azionisti principali della società, Nuno Carvalho e José Diogo Quintela, hanno incaricato Haitong Bank di gestire il processo di vendita competitiva. La notizia è segnalata per la prima volta dal “Jornal Económico”.
Nonostante l’azienda non abbia rilasciato conferme ufficiali, le dichiarazioni interne sottolineano l’impegno di Padaria Portuguesa nel portare avanti il suo ambizioso piano di sviluppo. Tale strategia prevede l’apertura di altri 42 negozi entro il 2028, che si aggiungeranno agli attuali 78 punti vendita. Con un investimento oramai programmato di 16 milioni di euro. Si stima la creazione di 600 nuovi posti di lavoro e l’obiettivo di raggiungere un fatturato di oltre 80 milioni di euro.
Nel frattempo, Haitong Bank sta raccogliendo proposte non vincolanti. Fonti vicine alla società HB indicano che Padaria Portuguesa potrebbe risultare particolarmente interessante per fondi di venture capital e private equity. Dando così il via a una nuova fase per la società.
Padaria Portuguesa la Storia di un Brand nel Cuore dei Portoghesi
Padaria Portuguesa è una celebre catena di panifici e caffetterie nata a Lisbona, in Portogallo, nel 2010. È conosciuta per la sua atmosfera accogliente e per l’ampia varietà di prodotti da forno freschi e artigianali, che spaziano dai tradizionali pães (pane portoghese) ai dolci tipici come i famosi pastéis de nata. La catena punta su ingredienti di alta qualità e prezzi accessibili, diventando rapidamente un punto di riferimento per chi cerca una pausa gustosa in città. Con decine di punti vendita principalmente nell’area metropolitana di Lisbona, Padaria Portuguesa è simbolo della tradizione culinaria portoghese rivisitata con uno stile moderno e informale.
In passato Padaria Portuguesa ha fatto parlare di se
Negli anni, però, la crescita della Padaria Portuguesa non è stata priva di controversie. Dichiarazioni pubbliche del presidente esecutivo, Nuno Carvalho, hanno acceso dibattiti riguardo alle condizioni salariali dei lavoratori. Nel 2017, Carvalho aveva dichiarato che il 25% del personale riceveva il salario minimo “in via transitoria”, chiedendo maggiore flessibilità nei contratti, nei licenziamenti e nella gestione degli straordinari. Dichiarazioni ulteriori hanno animato le critiche, come l’affermazione che “lo spirito di squadra vale molto di più di uno stipendio base”, fatta nel corso di un’intervista sempre alla testata Dinheiro Vivo.




