L’Assemblea della Repubblica ha compiuto un passo decisivo verso una nuova gestione del congedo parentale dal lavoro in Portogallo, approvando in linea di massima l’iniziativa legislativa dei cittadini che propone di estendere il periodo di astensione a 180 giorni interamente retribuiti. La proposta, sostenuta da oltre 42.000 firme, ha ricevuto il parere favorevole nonostante l’astensione delle forze di governo PSD e CDS, segnando un momento di forte pressione popolare sulle politiche sociali del Paese.
Il nuovo congedo parentale
Il cuore della riforma risiede nel superamento degli attuali limiti di 120 o 150 giorni. Se il testo definitivo confermerà l’attuale impianto, i genitori potranno beneficiare di sei mesi di assenza con un’indennità pari al 100% della retribuzione di riferimento. Questa misura mira a garantire una maggiore stabilità economica alle famiglie nei primi mesi di vita del bambino, equiparando finalmente i diritti di madri e padri in termini di esclusività e durata del riposo.
Gestire il congedo parentale dal lavoro in Portogallo: le ripartizioni
Le modifiche previste intervengono in modo significativo sulla suddivisione dei periodi. Per le madri, il congedo obbligatorio post-parto passerebbe da 42 a 56 giorni. Parallelamente, anche i padri vedrebbero esteso il proprio periodo esclusivo a 56 giorni totali, con l’obbligo di usufruirne per metà immediatamente dopo la nascita. Il sistema punta a incentivare la condivisione: in caso di congedo esteso a 210 giorni, la retribuzione rimarrebbe integrale qualora entrambi i genitori scelgano di dividersi equamente almeno 30 giorni di assenza ciascuno.
Nonostante il voto parlamentare, il percorso legislativo resta in salita a causa delle riserve espresse dal governo. Il Ministero del Lavoro ha infatti sollevato preoccupazioni circa l’impatto sul bilancio dello Stato, stimato in oltre 400 milioni di euro. L’esecutivo teme inoltre che un’estensione così lunga, se non accompagnata da misure strutturali, possa avere ripercussioni negative sull’occupazione femminile, aggravando potenzialmente le disparità di genere nel mercato del lavoro. La discussione si sposta ora nelle commissioni tecniche per la stesura definitiva.
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