Mentre il resto del continente europeo osserva con crescente preoccupazione l’evolversi delle tensioni nello Stretto di Hormuz, il settore dell’aviazione portoghese sembra godere di una relativa oasi di tranquillità. La compagnia di distribuzione di carburanti Galp ha infatti rotto il silenzio per confermare che le scorte di carburante per aerei in Portogallo sono ampiamente assicurate per i prossimi mesi. Grazie a una strategia che combina la produzione interna della raffineria di Sines, una gestione oculata degli stock e importazioni diversificate. Il Paese si dichiara pronto ad affrontare la stagione estiva senza il rischio di disservizi o tagli ai voli che stanno già colpendo altri grandi hub europei.
Galp Portogallo garantisce, per ora, le scorte di carburante per aerei
In una nota ufficiale Galp ha precisato che l’attuale consumo nazionale è interamente coperto dalla produzione propria e dalle disponibilità di magazzino. Sebbene la compagnia non abbia quantificato con esattezza il numero di settimane coperte, fonti governative e analisi di settore indicano che il Portogallo dispone di una finestra di sicurezza che si estende almeno fino al picco della stagione turistica estiva. La Galp ha sottolineato di aver adottato “misure operative volte a rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento”, monitorando costantemente l’inventario e valutando soluzioni logistiche per incrementare ulteriormente la capacità di stoccaggio nei principali scali del Paese.
La crisi del Medio Oriente
La situazione portoghese appare decisamente più solida rispetto alla media europea. Secondo Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), l’Europa nel suo complesso disporrebbe di riserve di jet fuel per sole sei settimane. Circa il 23% del cherosene utilizzato dalle compagnie aeree nel Vecchio Continente è infatti condizionato dal blocco delle rotte nel Golfo Persico. In questo scenario, il Portogallo beneficia di un vantaggio strutturale: la raffineria di Galp a Sines riceve gran parte della materia prima dall’area atlantica, in particolare dal Brasile e dall’Africa Occidentale, riducendo drasticamente la dipendenza dalle instabili rotte mediorientali che passano per Hormuz.
Il turismo è a rischio?
Nonostante l’incertezza globale e l’aumento dei costi del carburante, il traffico aereo negli scali portoghesi non accenna a rallentare. I dati diffusi da Vinci, gestore degli aeroporti ANA, confermano un aumento del 4,4% dei passeggeri nel mese di marzo. Lisbona continua a beneficiare del rafforzamento dei voli a lungo raggio verso Brasile e Stati Uniti operati da TAP, mentre l’aeroporto di Porto segna una crescita robusta sostenuta dai collegamenti transatlantici e dalle rotte verso Regno Unito, Spagna e Italia. Questa vitalità del settore turistico rende ancora più cruciale la stabilità delle forniture energetiche per evitare l’effetto domino che ha già portato operatori come KLM a cancellare oltre 160 voli in Europa a causa dei costi proibitivi del jet fuel.
Il futuro previsto da Galp
Per ridurre ulteriormente la vulnerabilità esterna, Galp ha in corso un massiccio piano di investimenti da 650 milioni di euro destinato alla raffineria di Sines. L’obiettivo è la creazione di un’unità dedicata alla produzione di combustibili sostenibili per l’aviazione (SAF) e biodiesel. Questo progetto, che dovrebbe entrare in funzione a pieno regime proprio nel corso del 2026, posizionerà il Portogallo all’avanguardia nella transizione energetica, garantendo una fonte di approvvigionamento interna non legata alle fluttuazioni del petrolio greggio tradizionale. Nel frattempo, la vigilanza resta alta: il governo portoghese e le autorità aeroportuali mantengono un dialogo costante con i fornitori per assicurare che il motore del turismo nazionale non subisca battute d’arresto.
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