Nel mondo del lavoro portoghese, uno dei dubbi più ricorrenti tra i dipendenti riguarda le assenze giustificate: sono sempre retribuite? Oppure in alcuni casi il lavoratore rischia di restare senza stipendio pur avendo una motivazione valida?
In Portogallo, la normativa che regola queste situazioni è il Codice del Lavoro (Código do Trabalho), pensato per tutelare sia i diritti dei lavoratori che gli interessi dei datori di lavoro. Ma non tutte le assenze, anche se giustificate, danno automaticamente diritto alla retribuzione.
Cosa si intende per assenza giustificata
Un’assenza è considerata giustificata quando avviene per un motivo riconosciuto dalla legge, comunicato tempestivamente al datore di lavoro e, quando necessario, debitamente documentato. Alcuni esempi:
- matrimonio.
- lutto per la perdita di un familiare.
- malattia propria o di un figlio/persona a carico.
- obblighi legali (es. comparizione in tribunale).
- attività sindacali o formazione professionale.
- visita medica propria o di un familiare a carico.
Tuttavia, il fatto che l’assenza sia “giustificata” non significa automaticamente che debba essere anche retribuita.
Quando è retribuita?
La legge portoghese stabilisce in modo chiaro alcune situazioni in cui l’assenza giustificata è accompagnata dalla piena retribuzione:
- Matrimonio: il lavoratore ha diritto a 15 giorni consecutivi di ferie retribuite.
- Lutto familiare: la durata dell’assenza retribuita varia in base al grado di parentela con il defunto.
- Obblighi legali o giudiziari: la retribuzione è mantenuta, purché non sia previsto un compenso alternativo da parte dell’ente che richiede la presenza.
- Attività sindacali: se previste da un contratto collettivo, possono essere coperte da retribuzione.
Quando l’assenza giustificata non è retribuita
In altri casi, pur essendo pienamente legittime, le assenze non prevedono la retribuzione da parte del datore di lavoro:
- Malattia: il lavoratore non riceve lo stipendio aziendale, ma può accedere a un’indennità di malattia (subsídio de doença) erogata dalla previdenza sociale dopo un certo periodo di franchigia.
- Assistenza a figli o persone a carico malati: anche in questo caso, l’assenza è giustificata, ma il sostegno economico dipende dai meccanismi pubblici di protezione sociale.
- Visite mediche proprie o di persone a carico.
Clausole contrattuali più favorevoli
Il Codice del Lavoro prevede la possibilità che i contratti collettivi o individuali includano condizioni più vantaggiose per i lavoratori. Ad esempio, in alcuni settori, potrebbe essere previsto il pagamento di assenze che, in linea generale, non sarebbero retribuite.
È dunque responsabilità del lavoratore verificare:
- Le condizioni specifiche del proprio contratto di lavoro.
- Le convenzioni collettive eventualmente applicabili al proprio settore.
- Eventuali pratiche interne all’azienda.
Quindi quando sono retribuite le assenze giustificate dal lavoro?
Le assenze giustificate rappresentano uno strumento essenziale per mantenere un equilibrio tra vita personale e professionale. Tuttavia, non tutte danno diritto alla retribuzione.
Per evitare sorprese e tutelare i propri diritti, è sempre consigliabile:
- conoscere le disposizioni del Codice del Lavoro;
- consultare l’Autorità per le Condizioni di Lavoro (ACT);
- rivolgersi a un consulente legale o sindacale in caso di dubbi.
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