I vacanzieri del Regno Unito potrebbero rinunciare alle vacanze in Portogallo a causa di una nuova regola d’ingresso in Europa. I turisti britannici temono l’introduzione del cosiddetto Sistema di Entrata e Uscita (EES) a partire da ottobre nell’Unione Europea, conseguenza della Brexit.
Tra qualche mese l’Ue introdurrà regole di viaggio che impongono ai passeggeri provenienti dall’esterno del blocco di passare attraverso un nuovo sistema automatizzato. Conosciuto come sistema di ingresso/uscita o EES. Questo sistema sostituirà l’apposizione del timbro sul passaporto per i viaggiatori extracomunitari che non necessitano di un visto. I controlli utilizzeranno dati biometrici, tra cui impronte digitali, scansioni facciali e informazioni sul passaporto, registrati al primo ingresso in un Paese dell’Ue dopo l’introduzione del sistema.
Questo sta creando malumori e dubbi nei cittadini di sua maestà. Il 20% degli intervistati ad un sondaggio del dipartimento per i Trasporti Inglese, afferma che potenziali “lunghi ritardi nei controlli alle frontiere” li indurrebbero a pensarci due volte prima di partire per un viaggio.
Il nuovo sistema EES influenzerà tutte le destinazioni di vacanza preferite, comprese Spagna, Grecia e Portogallo. La Francia potrebbe essere particolarmente colpita, con problemi legati all’Eurotunnel.
Turisti britannici sul piede di guerra con il nuova sistema EES
“Se vado in vacanza negli Stati Uniti o in Canada non rischio lunghe code, quindi perché dovrei accettare di perdere ore di vacanza per andare in Portogallo?” ha scritto un altro utente su Twitter in risposta ai dati del DfT.
Julia Lo Bue-Said, amministratore delegato di Advantage Travel Partnership, ha dichiarato: “Consigliamo ai viaggiatori di essere preparati in caso di ritardi durante il primo viaggio in uno dei 29 paesi europei coinvolti nel nuovo sistema. Sarà infatti necessario registrare le loro impronte digitali e immagini facciali. Comprendiamo che le persone possano essere riluttanti a viaggiare se prevedono ritardi. Tuttavia, queste informazioni varranno per i prossimi tre anni di viaggi”.




