In Portogallo, il 42% degli adulti è considerato “analfabeta funzionale”, in grado cioè di comprendere solo testi semplici e di eseguire calcoli di base. È quanto emerge dal più recente sondaggio dell’OCSE sulle competenze degli adulti, che ha analizzato alfabetizzazione, matematica e capacità di risoluzione dei problemi. Nel confronto tra 31 Paesi, il Portogallo si colloca nelle ultime posizioni della classifica, davanti soltanto al Cile. Le difficoltà riguardano la capacità di interpretare testi complessi e di applicare le informazioni ricevute nella vita quotidiana, piuttosto che l’incapacità di leggere.
Alfabetizzazione: il 42% con competenze minime
Secondo lo studio, oltre 6,6 milioni di adulti portoghesi tra i 16 e i 65 anni hanno gravi difficoltà di comprensione dei testi.
- Il 15% riesce a interpretare solo frasi brevi e semplici.
- Un altro 27% si limita a testi corti o elenchi organizzati.
In totale, il 42% della popolazione adulta in Portogallo può essere considerata “analfabeti funzionali”. Ovvero con un livello di alfabetizzazione molto basso. All’opposto, solo il 4% degli intervistati è in grado di affrontare testi complessi, comprendere significati nascosti e collegare nuove informazioni a conoscenze pregresse: una percentuale ben lontana dalla media OCSE, che raggiunge il 12%.
Matematica: competenze ferme alle operazioni di base
Anche sul fronte matematico il quadro non è incoraggiante. Quattro adulti portoghesi su dieci sanno eseguire soltanto addizioni, sottrazioni e semplici calcoli con denaro.
Il 16% si limita a operazioni molto elementari, mentre appena il 7% è in grado di calcolare tassi, rapporti o interpretare grafici complessi.
Il punteggio medio del Portogallo è stato 238 punti, ben al di sotto della media OCSE e ancora una volta davanti solo al Cile.
Risolvere problemi quotidiani: una sfida difficile
L’indagine OCSE ha valutato anche la capacità di affrontare problemi in contesti reali, come gestire informazioni numerose o adattarsi a cambiamenti imprevisti. Il 42% degli adulti portoghesi si colloca nel livello più basso, in grado di risolvere solo situazioni molto semplici.
Soltanto il 2% ha dimostrato abilità elevate, mentre la media dei Paesi OCSE si attesta al 5%.
Una generazione a rischio esclusione
Nel complesso, il 30% degli adulti portoghesi rientra nei due livelli più bassi in tutti gli ambiti analizzati. Ciò significa che una parte consistente della popolazione rischia di non essere preparata alle esigenze del mondo del lavoro e della vita quotidiana, sempre più basati su competenze digitali, capacità di lettura critica e calcoli complessi.
Gli esperti dell’OCSE avvertono che gli adulti con competenze più solide trovano più facilmente un impiego, guadagnano salari migliori e dichiarano un maggiore benessere personale. Al contrario, chi resta indietro rischia marginalizzazione sociale ed economica.
L’allarme dell’OCSE
Nella prefazione al rapporto, Andreas Schleicher, direttore per l’istruzione e le competenze, e Stefano Scarpetta, direttore per il lavoro, sottolineano:
“Nonostante gli sforzi dei governi per rafforzare l’istruzione e la formazione, il quadro resta disomogeneo e cresce il numero di persone impreparate per il futuro”. Negli ultimi dieci anni, solo Paesi come Finlandia e Danimarca hanno registrato progressi significativi. In molte altre nazioni, tra cui il Portogallo, la situazione è stagnante o addirittura in peggioramento.
Confronto con la situazione in Italia
Mentre il Portogallo affronta un’emergenza educativa con un’alta percentuale di “adulti analfabeti funzionali”, lo scenario in Italia non è certo più roseo, anzi.
Alfabetizzazione – Comprensione di testi semplici (literacy):
In Italia, la media degli adulti tra i 16 e i 65 anni ottiene circa 245 punti, contro una media OCSE di 260. Ben il 35 % rientra nei livelli più bassi (1 o inferiore), contro una media OCSE del 26 %, indicando gravi difficoltà nella comprensione anche di testi semplici.
Competenze numeriche (numeracy):
Gli adulti italiani registrano una media di 244 punti, ben al di sotto della media OCSE (263). Anche qui il 35 % si trova al livello più basso, e solo il 6 % si colloca tra i più competenti (livelli 4–5), contro una media OCSE del 14 %.
Problem solving adattivo:
In Italia, 46 % degli adulti sono ai livelli più bassi (livello 1 o inferiore), mentre la media OCSE è del 29 %. Anche su questo fronte, solo l’1 % raggiunge i livelli più alti (livello 4), contro il 5 % negli altri Paesi OCSE.
Competenze in tutti e tre i domini:
Il 26 % degli adulti italiani si colloca nei due livelli più bassi in alfabetizzazione, matematica e problem solving, un dato nettamente superiore alla media OCSE del 18 %
Perché questo confronto è significativo
- In Portogallo circa 4 adulti su 10 (ca. 40 %) faticano con competenze base di lettura e calcolo, una fascia di analfabetismo funzionale molto preoccupante.
- In Italia, la situazione è simile: oltre un terzo degli adulti (ca. 34%) presenta bassi livelli di alfabetizzazione, numeracy e capacità di risolvere problemi.
L’Italia ha confermato questa tendenza negli ultimi dieci anni, senza miglioramenti significativi, e con forti disparità territoriali: dove il Sud conta punteggi sensibilmente inferiori rispetto al Nord o al Centro.
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