Occhi aperti e borse ben strette. Un consiglio che ogni italiano ha sentito mille volte prima di visitare Roma, Milano o Napoli, e che oggi diventa tristemente attuale anche per le strade assolate di Lisbona. Lisbona sta affrontando un’ondata di borseggi senza precedenti, con un numero di arresti effettuati dalla Polizia Portoghese (PSP) che è raddoppiato nell’ultimo anno, toccando la cifra di circa 150. Le vittime predilette? I turisti, naturalmente. Le perdite? Milioni di euro.
Un fenomeno criminale che, per modus operandi e organizzazione, presenta inquietanti similitudini con quanto accade da anni nel nostro Bel Paese. Le reti, composte principalmente da donne di nazionalità rumena, non sono gruppi di ladruncoli improvvisati, ma vere e proprie organizzazioni internazionali che muovono le loro “pedine” tra le principali capitali europee. Lisbona è diventata una tappa fissa del loro tour criminale dei borseggiatori.
Il “Modus Operandi”: una Scena già Vista
Chiunque abbia preso la metropolitana di Roma all’ora di punta o si sia trovato tra la folla in Piazza Duomo a Milano riconoscerà subito lo schema. I borseggiatori agiscono in gruppo, quasi sempre in coppia o in tre. Uno o due elementi creano un diversivo, una spinta improvvisa, una richiesta di informazioni, mentre un altro, con una destrezza fulminea, sfila il portafoglio dalla borsa o dalla tasca della vittima. L’oggetto del furto viene immediatamente passato a un complice, che si dilegua tra la folla. Il tutto avviene in pochi secondi, in pieno giorno, nei luoghi più affollati e suggestivi, come le iconiche scalinate della città o le fermate del tram 28.
“Possiamo capire chi sono le sentinelle e chi è in prima linea a toccare i portafogli”, ha spiegato alla televisione portoghese SIC un membro della Task Force Anti-Borseggiatori della PSP. “Di tanto in tanto, i capi vengono qui per vedere se stanno facendo un buon lavoro”. Proprio così: dei veri e propri “boss” che supervisionano le operazioni, assicurandosi che il flusso di denaro – rubato principalmente ai turisti – continui a essere inviato verso i paesi d’origine. Una struttura gerarchica che ricorda quella di tante organizzazioni criminali che operano anche in Italia.
La Risposta della Polizia di Lisbona alla delinquenza legata ai borseggiatori

Di fronte a questa escalation, le autorità portoghesi non sono rimaste a guardare. Sei anni fa, la PSP ha istituito una squadra speciale, la Task Force Anti-Borseggiatori (Força de Combate aos Carteiristas) composta da agenti in borghese che pattugliano a piedi le zone più a rischio. Una strategia simile a quella adottata dai nostri Carabinieri e dalla Polizia di Stato nelle aree turistiche italiane. Gli sforzi stanno producendo risultati, con oltre 350 arresti dall’inizio delle operazioni e fermi quasi quotidiani.
Tuttavia, quando la pressione della polizia si fa troppo forte, entra in gioco un altro parallelismo con l’Italia: la strategia della “porta girevole”. “Quando iniziano a essere sorvegliati, segnalati e arrestati, i loro avvocati consigliano loro di lasciare la città per un po’”, rivela l’agente della PSP. E così, le bande si spostano semplicemente a Madrid, Parigi o Barcellona, per poi tornare quando le acque si sono calmate.
Ma il pericolo si sta evolvendo. Se prima l’obiettivo era quasi esclusivamente il contante, ora nel mirino ci sono le carte di credito e bancomat. La scorsa settimana, a Belém, la PSP ha arrestato cinque persone trovate in possesso di un computer e di attrezzature per la clonazione di carte. Un salto di qualità nel crimine che ha portato il giudice a disporre la custodia cautelare in carcere per tutti. Oggettivamente per la giurisprudenza portoghese è una misura definita “insolita” per questo tipo di reato. Ma che segnala una possibile linea di maggiore fermezza da parte della magistratura.
Un Danno da Milioni di Euro
Il costo sociale ed economico è enorme. Solo nel 2023, i furti accertati hanno causato un danno stimato di 2,4 milioni di euro. Una cifra impressionante che colpisce direttamente l’industria del turismo, motore dell’economia cittadina.
Per noi italiani, residenti o turisti in Portogallo, il messaggio è chiaro: godiamoci le meraviglie di Lisbona o di Porto, ma facciamolo con la stessa prudenza e attenzione che useremmo passeggiando per il centro di una grande città italiana. Le regole d’oro sono sempre le stesse: non tenere il portafoglio nella tasca posteriore, portare la borsa ben chiusa sul davanti, separare i contanti dalle carte e non lasciare mai i propri effetti personali incustoditi.
Lisbona resta una città meravigliosa e sicura, ma come in ogni grande palcoscenico europeo, anche qui i “borseggiatori” sono sempre in agguato. Occhi aperti, proprio come faremmo a casa nostra.
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