notizie portogallo
Advertisement
  • Home
  • Redazione
  • Idee Viaggio
    • Cosa vedere in Portogallo
  • Economia
  • Salute
    • Oltre il Confine – Rubrica di Psicologia
    • Il Tuo Medico in Portogallo
  • Portogallo in Pratica
  • Life
  • Personaggi
  • Notizie Istituzionali
No Result
View All Result
  • Home
  • Redazione
  • Idee Viaggio
    • Cosa vedere in Portogallo
  • Economia
  • Salute
    • Oltre il Confine – Rubrica di Psicologia
    • Il Tuo Medico in Portogallo
  • Portogallo in Pratica
  • Life
  • Personaggi
  • Notizie Istituzionali
No Result
View All Result
notizie portogallo
Home Redazione

Lisbona paga 8 milioni per lasciare i migranti in Italia e chiudere le porte

Una scelta politica precisa: monetizzare il rifiuto dell'accoglienza lasciando il peso dell'emergenza sulle spalle dei partner del Mediterraneo.

Marco Prati by Marco Prati
13/01/2026
in Redazione
1
L'arrivo di migranti al porto italiano con un furgone della Polizia per accogliere, si vedono delle gru sul fondo di un cielo azzurro, foto a corredo dell'articolo che parla del Portogallo che paga per non accogliere.

Foto: DR

41
SHARES
3.1k
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Solidarietà. È una delle parole più abusate nei corridoi di Bruxelles, un concetto nobile che, quando deve calarsi nella realtà delle cancellerie nazionali, spesso si scontra con il muro del sano realismo o, a seconda dei punti di vista, dell’opportunismo politico. La notizia che arriva dal governo di Luís Montenegro ha il sapore amaro di un conto saldato per non dover affrontare un problema: il Portogallo paga oltre 8 milioni di euro pur di non accogliere 420 migranti richiedenti asilo. Migranti già presenti in territorio europeo, la maggior parte si trovano in Italia e Spagna.

La cifra, per l’esattezza 8,44 milioni, non è un’ipotesi ma un impegno messo nero su bianco nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. È il prezzo del biglietto che Lisbona ha deciso di acquistare per restare fuori dalla redistribuzione fisica dei migranti, preferendo versare un obolo alla riserva di solidarietà piuttosto che aprire le porte dei propri centri di accoglienza. E chi sono i beneficiari di questa generosità finanziaria che sa tanto di scaricabarile? I soliti noti: Grecia, Cipro, Spagna e, naturalmente, l’Italia.

In pratica, il governo portoghese ha fatto i suoi calcoli e ha stabilito che 20.000 euro a testa sono un prezzo equo per lasciare che siano gli altri a gestire la complessità dell’integrazione, gli sbarchi e le tensioni sociali. Un approccio che, letto con gli occhi di un cittadino italiano, non può che suscitare una certa perplessità: si paga affinché il problema resti “a casa loro”, dove quel “loro” siamo noi. O meglio, è il sistema di accoglienza italiano già in evidente e drammatico affanno.

Il prezzo del rifiuto e la logica del portafoglio

La decisione rientra nel nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, un meccanismo che sulla carta dovrebbe garantire una gestione condivisa dei flussi, ma che nella pratica rischia di trasformarsi in un mercato delle indulgenze. Gli Stati membri hanno due opzioni: accogliere la propria quota di richiedenti asilo o pagare per ogni persona rifiutata. Tra l’aprire le braccia a 420 esseri umani e firmare un assegno, l’esecutivo portoghese non ha avuto dubbi.

Dopo aver inizialmente votato contro l’accordo di distribuzione di 21.000 richiedenti asilo (contestandone la metodologia), il governo ha virato sull’astensione. Infine, sull’accettazione del pago per togliermi il problema. Il ministro della Presidenza, António Leitão Amaro, ha condotto i negoziati con una linea chiara fin dal principio: il Portogallo non accoglierà nessuno. La giustificazione ufficiale è che anche il Paese lusitano si trova sotto una “pressione migratoria” tale da non avere la capacità strutturale per ricevere questi rifugiati.

È una narrazione che regge fino a un certo punto. Sebbene il Portogallo stia effettivamente affrontando sfide legate all’aumento dei residenti stranieri e alla crisi abitativa, equiparare la situazione lusitana all’emergenza cronica di Lampedusa o ai flussi che investono le città italiane appare, per usare un eufemismo, una gonfiatura. Eppure, la logica del portafoglio ha prevalso: meglio pagare 20.000 euro per ogni “non arrivo” che gestire l’impatto sociale e politico di 420 nuove presenze.

L’Italia ringrazia (o forse no): fondi invece di soluzioni

Qui risiede il nodo polemico della questione. Quanto il Portogallo paga, per non accogliere i migranti richiedenti asilo, andranno a rimpinguare le casse dei paesi in prima linea, tra cui l’Italia. Ma i soldi, per quanto utili, non creano spazio fisico né risolvono magicamente le complessità logistiche dell’accoglienza immediata. Quando un Paese partner sceglie di pagare pur di non condividere l’onere fisico delle persone, sta implicitamente dicendo che quel carico umano deve rimanere dove si trova.

L’Italia, che da anni chiede una redistribuzione effettiva e non solo economica, si ritrova così con un pugno di euro in più e gli stessi migranti di prima. È la vittoria del tecnicismo sulla sostanza politica dell’Unione. Il messaggio che arriva da Lisbona a Roma è chiaro: “Vi aiutiamo economicamente, ma teneteveli voi“. Un atteggiamento che stride con la retorica europeista spesso sbandierata, rivelando come, di fronte a temi elettoralmente sensibili come l’immigrazione, ogni governo tenda a guardare esclusivamente al proprio cortile. Anche a costo di pagare un affitto salato per la propria tranquillità.

Non c’è dubbio che l’Italia sia in evidente affanno, con strutture sature e un sistema che scricchiola. Proprio per questo, la solidarietà di cui ci sarebbe bisogno è quella fattuale, fatta di ricollocamenti e condivisione delle responsabilità, non solo di bonifici bancari che sanano la coscienza contabile ma non quella sociale.

La strategia di Lisbona e il negoziato con Bruxelles

Va detto che il governo portoghese sta giocando una partita diplomatica complessa. António Leitão Amaro ha contestato i dati utilizzati dalla Commissione europea, sostenendo che non riflettano la reale situazione del Paese. Secondo il ministro, se Bruxelles utilizzasse statistiche aggiornate, il Portogallo, altro che pagare, potrebbe addirittura essere esentato da qualsiasi obbligo, sia di accoglienza di migranti, rientrando tra i paesi “sotto pressione”.

La Commissione ha aperto uno spiraglio, promettendo una rivalutazione della situazione portoghese “al momento opportuno”. Nell’attesa di questo sconto o di una esenzione totale, però, Lisbona ha preferito non rischiare procedure di infrazione e ha messo mano al bilancio. Si è distanziata così dalle posizioni più radicali di Ungheria e Slovacchia, che hanno rifiutato sia l’accoglienza che il pagamento, scegliendo una “terza via” più presentabile a livello istituzionale ma identica nella sostanza: le frontiere restano chiuse ai ricollocamenti.

Questa mossa permette al governo del Portogallo di mantenere un piede in due scarpe: rispettare formalmente le regole europee (pagando) e rassicurare il proprio elettorato interno (non accogliendo questi migranti). È un esercizio di equilibrismo politico che costa 8,44 milioni di euro ai contribuenti portoghesi. Una somma che, ironia della sorte, servirà a gestire quei migranti in Italia che il Portogallo non vuole vedere. Resta da chiedersi se questa sia la vera Europa della solidarietà o semplicemente un condominio dove chi può permetterselo paga per non avere fastidi, lasciando i problemi al piano di sotto.

Leggo Algarve – notizie per la comunità italiana in Portogallo © 2026 Todos os direitos reservados –  RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi altri articoli correlati su Leggo Algarve:

  • Il governo annuncia l’espulsione di 18mila immigrati irregolari
  • Xenofobia e Discriminazione verso gli Immigrati sono Alimentati dai Media in Portogallo
  • L’importanza dei lavoratori stranieri: il Portogallo ha bisogno di manodopera
  • Il Portogallo e la Saudade del pre-immigrazione
Tags: EuropaimmigrazioneitaliaPortogalloUE
Previous Post

Portogallo: pagati 1,5 milioni di euro di indennizzi per condizioni carcerarie disumane

Next Post

Marco De Paolis a Lisbona: la giustizia oltre l’oblio delle stragi naziste

Next Post
La locandina dell'evento "CACCIA AI NAZISTI" organizzato dall'Istituto Cultura Lisbona.

Marco De Paolis a Lisbona: la giustizia oltre l’oblio delle stragi naziste

Comments 1

  1. Enzo Piero says:
    1 mese ago

    Beh costa meno la multa del danno. Articolo molto chiaro e ben scritto

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SOSTIENICI CON UNA DONAZIONE TRAMITE PAYPAL SOSTIENICI CON UNA DONAZIONE TRAMITE PAYPAL SOSTIENICI CON UNA DONAZIONE TRAMITE PAYPAL

Da Leggere

Una persona utilizza un laptop con un sito Web di dichiarazione doganale aperto. Lo schermo visualizza tre opzioni per modificare la residenza fiscale in Portogallo. Le icone raffigurano varie modalità di trasporto e commercio sopra ciascuna opzione.

Guida Pratica per modificare la Residenza Fiscale

02/04/2024
1.7k
Uno spazio ufficio pieno di file di cubicoli, ciascuno occupato da dipendenti che lavorano alla propria scrivania. I cubicoli sono dotati di computer, forniture per ufficio e decorazioni. Nonostante la forte illuminazione proveniente dalle grandi finestre lungo un lato della stanza, le conversazioni spesso ruotano attorno allo stipendio Portogallo bassi.

Lo stipendio in Portogallo è tra i più bassi d’Europa

07/11/2023
3.3k

I più letti

  • Una persona tiene con entrambe le mani una carta d'identità italiana su un tavolo di legno, con testo, foto ed emblemi ufficiali. I dati personali sono sfocati per garantire la privacy; ideale per illustrare il rinnovo della carta d'identità oltre i 70 anni.

    Addio al rinnovo della carta d’identità per gli over 70: tutte le novità del 2026

    19 shares
    Share 43 Tweet 27
  • Immobiliare 2026: nuovo record storico per i prezzi delle case in Portogallo

    21 shares
    Share 47 Tweet 30
  • La Spagna alza il salario minimo a 1.221 euro: aumenta il divario con il Portogallo

    18 shares
    Share 16 Tweet 10
  • Si è spento Ilario Pressiani, un amico di tanti a Portimão

    8 shares
    Share 8 Tweet 5
  • IUC Portogallo (bollo auto): ecco cosa cambia davvero dal 2027

    19 shares
    Share 32 Tweet 20
Leggo Algarve

© 2026 Leggo Algarve - Todos os direitos reservados - Tutti i diritti riservati Quinta lda

Info

  • Canale Video
  • Pubblicità
  • Contattaci
  • Privacy e Cookie Policy
  • Chi Siamo
  • Statuto Editoriale di Leggo Algarve

Seguici

Translate »
No Result
View All Result
  • Redazione
  • Idee Viaggio
    • Cosa vedere in Portogallo: guida completa
  • Economia
  • Salute
    • Oltre il Confine – Rubrica di Psicologia
    • Il Tuo Medico in Portogallo
  • Portogallo in Pratica
  • Life
  • Personaggi
  • Chi Siamo
  • Statuto Editoriale di Leggo Algarve
  • Contatti

© 2026 Leggo Algarve - Todos os direitos reservados - Tutti i diritti riservati Quinta lda