In un’epoca dove la sostenibilità rappresenta una priorità inderogabile, la capitale del Portogallo, emerge come pioniera nell’adozione di misure concrete per la tutela dell’ambiente. Recentemente è stato annunciato che gli esercizi commerciali e i ristoranti della città saranno soggetti a nuove disposizioni a tutela dell’ambiente. Il Comune di Lisbona vieta la vendita di bevande take-away in bicchieri di plastica monouso. Quindi tutte le attività avranno a disposizione un periodo di sessanta giorni per allinearsi alle nuove prescrizioni, al termine del quale potrebbero incorrere in sanzioni pecuniarie.
La genesi di questa iniziativa si ritrova in un’ordinanza comunale, resa pubblica il 2 maggio attraverso il Bollettino municipale del Comune di Lisbona. Il comune di Lisbona non solo vieta l’uso dei bicchieri di plastica monouso ma soprattutto pone l’accento sul rispetto della gestione responsabile dei rifiuti e della pulizia delle zone note come centri della movida. La decisione sottolinea il crescente bisogno di adottare comportamenti più rispettosi dell’ambiente in tutte le sfere della vita quotidiana.
Dunque a partire da Luglio Lisbona vieta i bicchieri monouso di plastica per il take-away
Per facilitare la transizione verso pratiche più sostenibili, il Comune di Lisbona ha promosso un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta agli esercenti. Questo programma di educazione ambientale mira a consolidare la comprensione e l’adesione alle normative introdotte, enfatizzando l’importanza di adottare alternative più eco-compatibili ai contenitori di plastica monouso. La transizione, seppur inizialmente ostacolata dalle complicazioni legate alla pandemia di COVID-19, oggi è pienamente operativa. Basta al take-away in bicchieri di plastica monouso. Saranno dunque permessi, bicchieri in plastica rigida riutilizzabili o in cartone.
Attenzione perché non rispettare questa ordinanza potrebbe costare caro agli inadempienti. Le sanzioni previste variano significativamente tra clienti ed esercenti. Nel primo caso tra i 150 e i 1.500 euro e tra i 1.000 e i 15.000 euro per i secondi. L’ordinanza, firmata dal sindaco Carlos Moedas, chiede anche ai presidenti di tutte le juntas de freguesia di Lisbona di “esercitare i rispettivi poteri previsti” dal regolamento in materia di ispezioni e reati amministrativi.
Lo stesso regolamento stabilisce anche nuove regole per gli esercizi commerciali. In particolare per bar e ristoranti, “per quanto riguarda la pulizia quotidiana delle aree adiacenti. … Nonché l’obbligo di collocare posacenere e attrezzature per lo smaltimento dei rifiuti…”, si legge nell’ordinanza. Con questa mossa audace, Lisbona si propone come un esempio a livello internazionale, dimostrando come la determinazione e l’azione concreta possano guidare il cambiamento verso una società più eco-sostenibile.



