È una vera e propria emigrazione “d’argento” quella che sta interessando l’Italia negli ultimi anni. A certificarlo è il Rapporto annuale INPS 2024, secondo cui sono 228.600 i pensionati italiani residenti all’estero, di cui quasi 38mila hanno trasferito la residenza fuori dai confini nazionali subito dopo il pensionamento, pur avendo lavorato interamente in Italia. Una scelta di vita sempre più diffusa, ma che comincia ora a mostrare segni di rallentamento.
Un fenomeno triplicato in 15 anni
Nel 2010 erano 10 ogni 100mila pensionati a lasciare l’Italia. Oggi sono 33 su 100mila: un andamento triplicato, con picchi significativi registrati nel 2020 e nel 2023. A emigrare non sono solo i pensionati con assegni bassi: il 45% ha una pensione superiore ai 5.000 euro mensili. Le motivazioni? Fisco più leggero, clima mite e qualità della vita più alta, soprattutto in confronto a certe realtà italiane. Non sorprende che le Regioni più interessate dall’esodo siano quelle del Nord: Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lombardia e Liguria.
Il Portogallo e Spagna tra le mete più amate
Se la Spagna si conferma al primo posto tra i Paesi preferiti dai pensionati italiani che vanno all’estero (con oltre 2.800 trasferimenti tra il 2010 e il 2024), il Portogallo è la seconda meta più scelta. E l’Algarve, in particolare, rappresenta un vero e proprio paradiso per gli over 65: clima temperato, costi ancora sostenibili, ottimo livello di sicurezza e una vivace comunità italiana.
Fino a pochi anni fa, il Portogallo offriva anche regimi fiscali particolarmente vantaggiosi, come l’esenzione decennale per i nuovi residenti non abituali (NHR), che ha attirato migliaia di pensionati dall’Italia e dal Nord Europa. Nonostante la recente revisione di questi incentivi, il fascino del Portogallo non sembra essere scemato del tutto, come spesso raccontiamo su Leggo Algarve.
Le altre mete emergenti dei pensionati italiani che vanno all’estero
Accanto ai classici Paesi europei come Svizzera, Francia e Germania – dove spesso si emigra per ricongiungimento familiare – emergono nuove destinazioni: Tunisia e Albania. La prima è apprezzata per il basso costo della vita, la seconda per la prossimità geografica e la facilità di integrazione, soprattutto tra i pensionati del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Puglia).
Ma ora il trend si sta ridimensionando
Se da un lato i numeri restano importanti, le migrazioni all’estero dei pensionati italiani sembrano in calo rispetto agli anni d’oro. Uno studio realizzato dalle Acli in collaborazione con l’Università di Camerino sottolinea come a rallentare il fenomeno siano vari fattori: aumento del costo della vita anche all’estero, assicurazioni sanitarie private sempre più care e perdita di benefici offerti in Italia, come la social card. I rientri in patria, pur restando contenuti (tra 400 e 800 l’anno), hanno avuto un picco nel 2022 con oltre 2.000 rientri post-Covid.
Un nuovo equilibrio da cercare
Le Acli invitano a una riflessione di lungo periodo. Tra le proposte, investire nelle aree interne italiane, migliorandone infrastrutture e servizi, per contrastare la “fuga” all’estero dei pensionati italiani. Ma nel frattempo, chi ha già fatto la valigia e si è stabilito in Algarve o in altre aree del Portogallo non sembra pentirsene. Anzi, molti vedono in questo trasferimento una seconda giovinezza, in luoghi dove il tempo scorre più lento e il mare è una presenza quotidiana.
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