Una nuova era per il controllo delle frontiere in Portogallo è iniziata. Da questo giovedì, il cosiddetto “Mini-SEF” è ufficialmente operativo. Con il nome tecnico di Unità Nazionale Stranieri e Frontiere (UNEF), questa nuova branca della Polizia di Pubblica Sicurezza (PSP) schiererà inizialmente 1.200 agenti specializzati per la gestione dei confini aeroportuali del paese.
Cosa cambia con UNEF, il “Mini-SEF”?
La creazione dell’UNEF è una diretta conseguenza della controversa estinzione del Servizio Stranieri e Frontiere (SEF), avvenuta nel 2023. Molte delle sue competenze sono state ridistribuite tra varie entità, e ora la PSP assume un ruolo ancora più centrale.
La novità più significativa è che la PSP, attraverso questa nuova unità, diventa responsabile delle operazioni di allontanamento, riammissione e rimpatrio di cittadini stranieri in situazione irregolare. Si tratta di poteri delicati che erano stati temporaneamente assegnati all’Agenzia per l’Integrazione, la Migrazione e l’Asilo (AIMA) e che ora passano sotto il controllo diretto della polizia.
L’UNEF non si limiterà a questo. Concentrerà sotto un unico comando anche la sorveglianza, l’ispezione e il controllo delle frontiere aeree, compiti che la PSP già svolgeva attraverso le divisioni di sicurezza aeroportuale di Lisbona, Porto, Faro, Azzorre e Madeira. L’obiettivo è integrare gradualmente queste divisioni esistenti nella nuova struttura, garantendo una transizione fluida ed efficace. Inoltre, l’unità avvierà i procedimenti amministrativi legati all’ingresso, soggiorno e allontanamento degli stranieri dal territorio nazionale.
Obiettivi futuri e sfide imminenti
Il piano del governo è sicuramente ambizioso. In una nota, la PSP ha dichiarato che l’obiettivo a medio termine è portare l’organico dell’UNEF a circa 2.000 persone. Saranno inclusi non solo agenti di polizia ma anche tecnici specializzati e volontari della società civile.
Questa necessità di espansione è dettata da due scadenze cruciali: l’implementazione del nuovo sistema europeo di ingresso e uscita (EES), previsto per il 12 ottobre 2025, e l’adozione del Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo a partire dal prossimo anno.
Le preoccupazioni del sindacato
Non tutti, però, accolgono la novità con entusiasmo. Paulo Santos, leader sindacale dell’Associazione dei Professionisti della Polizia (ASPP), ha espresso forti riserve, mettendo in guardia contro la cronica carenza di personale che affligge la PSP.
“La PSP erediterà migliaia di casi di allontanamento coercitivo e migliaia di procedure di infrazione amministrativa,” ha dichiarato Santos all’agenzia di stampa Lusa. “Si tratta di questioni estremamente controverse che hanno rappresentato un grattacapo per tutte le entità che le hanno gestite in passato, mettendo la PSP, ancora una volta, nell’occhio del ciclone”. Il timore principale è un “maggiore sovraccarico di lavoro per gli agenti”, che potrebbe compromettere l’efficienza del servizio.
La creazione del “Mini-SEF” (ufficialmente UNEF), nata da una proposta del governo e approvata in Parlamento lo scorso luglio. Al tempo con il sostegno del centro-destra, rappresenta una delle riforme più significative nella gestione della sicurezza e dell’immigrazione in Portogallo degli ultimi anni. Come detto, UNEF, diventa responsabile delle operazioni di allontanamento, riammissione e rimpatrio di cittadini stranieri in situazione irregolare.
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