La notizia della tragedia che mercoledì pomeriggio ha colpito Lisbona, causando la morte di 16 persone innocenti, ha avuto un forte impatto psicologico, lasciando un segno profondo in tutti noi. Non solo per chi è sopravvissuto e ha vissuto direttamente il dramma, ma anche per chi ha assistito a questa tragedia, da vicino o da lontano. L'INEM ha infatti attivato 5 unità di assistenza psicologica immediatamente, sul luogo della tragedia. È un protocollo per assistere vittime, testimoni e soccorritori. Come professionista della salute mentale, sento il dovere di riflettere sul portato psicologico di un evento simile. Nessuno vorrebbe mai che certi eventi accadessero. Eppure, a volte, la vita ci pone di fronte a realtà improvvise e dolorose, le cui conseguenze possono essere devastanti. Una ferita nell'anima, ecco cos'è un evento traumatico In psicologia, eventi come quello di Lisbona sono definiti "eventi traumatici". Il trauma psichico è una vera e propria spaccatura, qualcuno la definirebbe una ferita dell'anima, provocata da un accadimento improvviso e violento. L'impatto emozionale, mentale e fisico è talmente grande che il nostro organismo non riesce a "digerirlo" e, come meccanismo di difesa, si "congela". Questo "congelamento" può manifestarsi attraverso una serie di sintomi. È importante saperli riconoscere: Ricordi e immagini intrusive: Flashback involontari che rievocano scene dell'evento o momenti collegati (come la telefonata in cui si è appresa la notizia). Iperattivazione: Uno stato di allerta costante, sia a livello fisico che psicologico, con difficoltà a rilassarsi. Disturbi del sonno: Fatica ad addormentarsi o sonno interrotto da incubi. Cambiamenti d'umore: Persistenti sentimenti di paura, angoscia, tristezza profonda e rabbia. Se questi e altri sintomi perdurano per più di un mese, potrebbe trattarsi di un Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS). In questi casi, è fondamentale non sottovalutare il proprio malessere e chiedere aiuto il prima possibile a uno psicologo esperto in disturbi legati al trauma e psicologia dell’emergenza. Parlarne con il proprio terapeuta, se si è già in percorso, è altrettanto cruciale. La distanza che amplifica l'angoscia: essere italiani a Lisbona Molti dei nostri lettori sono italiani che hanno scelto il Portogallo come casa. È quasi certo che, in questi giorni, abbiate parlato con i vostri familiari in Italia di quanto accaduto, o che abbiate ricevuto messaggi carichi di preoccupazione, specialmente chi di voi risiede proprio a Lisbona. Di fronte a un evento traumatico, il sentimento predominante è quello di una profonda impotenza. È proprio questa sensazione di non avere il pieno controllo, di non poter agire per salvarsi o salvare gli altri, a costituire il nucleo del trauma. Per la comunità italiana a Lisbona e in Portogallo, a questo si aggiunge il tema della distanza fisica. La consapevolezza che un istante possa separarci per sempre dalle persone che amiamo viene amplificata dalla lontananza geografica. Questo può far emergere pensieri angoscianti come "potrei perdere tutto e tutti in un attimo" o "forse mi sto perdendo momenti importanti stando qui". Allo stesso modo, emerge, l'impatto psicologico, la paura di chi, dall'Italia, saputo della tragedia di Lisbona. Ha temuto per la sicurezza di figli, parenti o amici che vivono in questa città. Questa consapevolezza può minare profondamente il nostro senso di sicurezza, facendoci sentire vulnerabili di fronte a eventi che non possiamo controllare. L'invito alla condivisione: la vera cura è la connessione Prendiamo quindi spunto dall'impatto a livello psicologico che ha avuto questa tragedia. Come professionista della salute mentale, il mio invito è forte e chiaro: condividete. Parlate di quello che avete provato. Attivate una rete di scambio e supporto con chi, come voi, ha vissuto la paura da lontano. E anche con chi, essendo qui, ha sentito la fragilità della vita.Condividere le proprie paure, le proprie angosce, non è un segno di debolezza, ma il primo passo per elaborare un trauma. Questo gesto aiuta a creare una connessione empatica nelle vostre relazioni più importanti. Parlatene. Contatti:Dottoressa Federica Caso – PsicologaWhatsApp: +39 3398909135Email: federica.caso.psicologa@gmail.com Leggo Algarve – notizie per la comunità italiana in Portogallo © 2025 Todos os direitos reservados - RIPRODUZIONE RISERVATA Leggi altri articoli della rubrica di Leggo Algarve “Oltre il Confine” a cura della Dott.ssa Federica Caso https://leggoalgarve.com/expat-fomo-la-paura-di-perdersi-momenti-importanti-psicologia/