Che cos’è la FOMO?
La FOMO (Fear of Missing Out), tradotta come paura di perdersi qualcosa o paura di essere esclusi. È un termine coniato nel 2004 da Patrick McGinnis, studente della Harvard Business School. Indica quel timore costante di mancare ad eventi significativi, una forma di ansia che porta a rincorrere attività e occasioni per non restare indietro. Oggi vi parlo della FOMO e del rapporto con gli expat come noi.
Con l’esplosione dei social network, il fenomeno si è intensificato soprattutto tra i giovani, dando origine alla cosiddetta digital FOMO. Tuttavia, questa sensazione non riguarda solo i ragazzi: può toccare ogni età e contesto, persino i bambini che non vogliono dormire per “non perdersi nulla”.
Espatrio: quando la distanza pesa
Per chi vive all’estero, anche se la scelta è stata ponderata e soddisfacente, è normale provare nostalgia, mancanza e senso di distanza.
La FOMO può emergere in occasione di:
- ricorrenze familiari (un compleanno importante, una nascita, un anniversario),
- festività trascorse lontano,
- momenti significativi che non possiamo condividere di persona.
Questi vissuti toccano il bisogno di appartenenza, fondamentale per l’equilibrio psicologico di ogni persona.
Quando la nostalgia diventa FOMO?
La nostalgia comporta sentimenti di mancanza e tristezza, naturali e gestibili.
La FOMO, invece, nasce quando la tristezza si trasforma in ansia:
- si cerca compulsivamente di compensare i momenti persi,
- si riempie il tempo con attività continue,
- si vive con agitazione il ritorno a casa, temendo di non recuperare ciò che si è perso.
In questo senso, la FOMO è un sintomo di evitamento della tristezza. Quando la paura di “perdere” prende il sopravvento, è importante chiedersi perché non riusciamo a restare in contatto con le nostre emozioni.
4 strategie per affrontare la FOMO da expat
- Accogliere le emozioni
Non evitare la tristezza: reprimerla alimenta ansia e sintomi. Diamo spazio al nostro mondo emotivo. - Contestualizzare
Chiediamoci perché un determinato evento ci colpisce in quel momento. Ricorrenze e festività sono spesso catalizzatori di sentimenti forti. - Normalizzare
Sentirsi malinconici non significa aver sbagliato a trasferirsi. È una reazione normale alla distanza. - Condividere
Parlare in modo autentico con persone fidate aiuta ad alleggerire il peso delle emozioni.
Se la FOMO diventa costante e mina la qualità della vita quotidiana, rivolgersi a uno psicologo può rappresentare una risorsa preziosa.
Conclusione
Vivere all’estero arricchisce, ma comporta inevitabilmente anche momenti di mancanza e ansia. La FOMO è una risposta emotiva comune, che possiamo imparare a riconoscere e gestire.
Con consapevolezza, condivisione e, quando necessario, supporto professionale, è possibile trasformare questa paura in un’occasione di crescita personale.
Contatti:
Dottoressa Federica Caso – Psicologa
WhatsApp: +39 3398909135
Email: federica.caso.psicologa@gmail.com
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