Avvistare la prima pietra miliare che segnava il confine con la Galizia, insieme a Joana e Luis, è stato come se il tempo si fosse fermato. È stato stupendo immergersi nei boschi, nelle valli, nelle cascate, nei colori autunnali, affrontando la pioggia costante e il cambio di temperatura, seguendo le indicazioni precise per non perdersi e dimenticare il telefono. Sono Silvana Di Liberto e benvenuti sulla mia rubrica “La Voce del Cammino” su Leggo Algarve dove vi racconto il mio cammino sulla Via de la Plata. In questo articolo sono in Galizia e arrivo a Santiago.
La Terra delle “Meigas” e la Connessione Umana
Sentire la melodia galego, così espressiva e ricca, mi dava modo di rispondere in lingua portoghese, molto simile. C’è qualcosa di enigmatico in questa terra. Mi è bastato conversare con delle meigas (streghe depositarie di antichi saperi, che curano con erbe e parole) per sentire una forte energia che aleggia nell’aria.
La gente è calorosa e vicina, con un forte senso di tradizione. Sono persone che vivono con il cuore, sempre pronte ad aiutare e a offrire un sorriso sincero.

L’Ospitalità e la Cura: Il Valore delle Piccole Cose
Ho avuto la fortuna di incontrare Elena, José e Antón, che mi hanno accolta come una di famiglia, offrendomi non solo ospitalità, ma anche amore. La loro gentilezza è stata un dono prezioso, soprattutto considerando che avevo la spalla dolorante dopo una caduta stupida; si sono presi cura di me con una dedizione e un affetto che non dimenticherò mai.
Qui ho scoperto che tutto risiede nelle piccole cose: i pellegrini incontrati in ogni tappa, le esperienze che ci segnano, e l’arte di vivere con poco, lasciando andare le zavorre del superfluo.
L’Arrivo a Santiago: Un Traguardo per Maria
Completare il traguardo e trovarmi di fronte alla Cattedrale di Santiago de Compostela quasi da sola, è stato un richiamo alla mia finitezza e alla bellezza dell’essere. In quel momento, ho pensato alla mia amica Maria, la scintilla che ha acceso questo progetto: ho dedicato a lei ogni passo e ogni fatica, grata per avermi ispirato a raccontare le storie che mi abitano dentro.
Verso le 12, ho ricevuto il documento che attesta la fine di questa meta, un simbolo di conquista e di rinascita.
La Lezione della Galizia: “Graciñas” e Arrivederci
La Galizia si è rivelata un crocevia di anime, dove la comunità e la connessione umana sono ancora i pilastri fondamentali su cui si regge questa società. Ogni persona è un mattone importante, che sostiene e viene sostenuto dagli altri, creando un equilibrio fragile ma forte, come le antiche costruzioni di pietra che punteggiano la campagna galiziana.
In un mondo spesso travolto dalla frenesia e dall’individualismo, questo luogo ci invita a rallentare e a essere noi stessi, senza maschere né finzioni. Ci ricorda che la vita è un viaggio che si compie insieme, non da soli. Mi sento onorata, come siciliana, di aver potuto far conoscere questi paesini rurali e ritorno a casa con un “arrivederci”. Graciñas.
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