Per vivere bene dopo i 65 anni, a volte basta un gesto semplice. Come un caffè al sole, una passeggiata al mercato, una telefonata a un vecchio amico. È fondamentale per dare senso a una giornata. Dopo i 65 anni, la salute non è solo una questione di analisi cliniche, ma anche di presenza, emozione e scelte consapevoli. Questa rubrica nasce per accompagnarti in quel viaggio: settimana dopo settimana, un passo verso un benessere più consapevole.
Perché è importante parlarne
Spesso si associa la “terza età” a una fase di declino inevitabile: una lenta rinuncia alle attività, al piacere, al benessere. La salute viene frequentemente considerata quasi esclusivamente in termini di perdita: della forza, della memoria, dell’autonomia.
Ma questa è una visione antiquata, che non corrisponde più alla realtà. Oggi, vivere dopo i 65 anni non significa “sopravvivere”, ma vivere pienamente, con nuove consapevolezze.
Invecchiare, infatti, non è una malattia. È una fase naturale della vita, con le sue trasformazioni, certo, ma anche con nuove libertà: più tempo per sé, più esperienza, più lucidità per fare scelte migliori. È proprio ora che possiamo imparare a prenderci cura di noi stessi in modo più profondo, ascoltare i segnali del corpo e coltivare l’equilibrio interiore.
Non si tratta di tornare giovani, ma di abitare bene il proprio presente, valorizzando ciò che si ha e adattandosi con intelligenza e dignità ai cambiamenti.
Ecco perché parlare di salute e quindi di vivere bene dopo i 65 anni non è solo utile, ma necessario. Perché è a questa età che possiamo davvero investire sul nostro benessere futuro.
Cosa succede e cosa fare in pratica
“Non si ricordano i giorni,
Cesare Pavese
si ricordano gli attimi.”
Ogni persona invecchia a modo proprio. Non esiste una formula valida per tutti. Alcuni, a 70 anni, pedalano ogni mattina lungo la costa; altri affrontano con calma il ritmo lento del risveglio. Ognuno ha il suo passo: l’importante è continuare a muoversi nella direzione del benessere. Entrambe le situazioni meritano rispetto.
Dopo i 65 anni, si verificano modificazioni fisiologiche prevedibili: il metabolismo basale rallenta, la massa muscolare si riduce progressivamente (sarcopenia), la densità ossea diminuisce e possono emergere alterazioni della memoria o del sonno. Questi cambiamenti non sono necessariamente patologici, ma richiedono attenzione clinica e scelte di vita mirate.
Cosa fare?
- Cominciare da piccoli cambiamenti sostenibili.
Non serve rivoluzionare tutto: basta iniziare con scelte quotidiane semplici e ripetibili. Mangiare meglio, camminare ogni giorno, dormire regolarmente, bere più acqua. Anche un piccolo gesto, se fatto ogni giorno, può avere un grande impatto. - Farsi controllare regolarmente.
Anche se ci si sente bene, la prevenzione è la medicina più efficace. Misurare la pressione, controllare la glicemia, fare gli screening raccomandati: questi strumenti aiutano a vivere più serenamente e in modo autonomo. - Coltivare le relazioni.
La salute non è solo fisica. L’isolamento, la solitudine e la noia sono nemici silenziosi del benessere. Parlare con gli amici, uscire per un caffè, partecipare a un gruppo di lettura o a una passeggiata organizzata sono vere e proprie “vitamine” per la mente e il cuore. - Accettare i limiti senza rinunciare alla qualità della vita.
Accettare che il corpo cambia non significa arrendersi. Vuol dire fare pace con i propri ritmi, trovare un nuovo equilibrio e imparare a vivere con misura, ma con pienezza.
Consiglio del medico per vivere bene anche oltre i 65 anni
La letteratura scientifica dimostra chiaramente che un invecchiamento attivo – caratterizzato da un’alimentazione equilibrata, esercizio fisico regolare, stimolazione cognitiva e vita sociale – riduce il rischio di fragilità, dipendenza e patologie croniche.
È quindi fondamentale:
- Mantenere un’alimentazione ricca di nutrienti (proteine, vitamina D, calcio, antiossidanti);
- Praticare attività fisica adattata (camminate, esercizi posturali, ginnastica dolce);
- Effettuare controlli periodici (pressione, glicemia, funzione renale, stato nutrizionale e performance cognitiva);
- Valutare precocemente segni di declino funzionale o isolamento sociale.
Ricorda: prevenire il decadimento funzionale è possibile. La medicina geriatrica non si limita a curare le malattie, ma favorisce l’autonomia, la qualità della vita e il benessere globale della persona anziana.
In conclusione
La salute non è mai un destino: è una costruzione quotidiana. La buona notizia? Per cominciare a vivere bene oltre i 65 anni non è mai troppo tardi. Anche oggi, proprio oggi, puoi fare un primo passo per prenderti cura di te stesso. E io, con questa nuova rubrica su Leggo Algarve, sono qui per accompagnarti, settimana dopo settimana.
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