Paura e incredulità nella moschea Damaia, ad Amadora, alle porte di Lisbona. Poco dopo le 5 del mattino di domenica nella prima periferia di Lisbona, durante le preghiere mattutine, un uomo di 22 anni è entrato nella moschea armato di due coltelli, a minaccia di fedeli e l’imam. «Ti ammazzo! Ti ammazo!», ha gridato. Un evento di aggressione senza precedenti per la moschea Masjid Sayyiduna Abu Bakr Siddiq RA di Amadora, che ha trasformato un momento di preghiera in momenti di terrore.
Cosa è successo nella moschea alla periferia di Lisbona
Secondo Mahomed Abed, responsabile della moschea, l’uomo era «visibilmente agitato» e sembrava «mentalmente instabile». Tutto era iniziato ore prima, verso le 2 del mattino, quando il giovane aveva mostrato un “comportamento strano”, parlando “a voce molto alta” e gesticolando in modo anomalo. L’aggressore è un volto conosciuto in zona e mai prima d’ora aveva dato segni di squilibrio o violenza. “Ci ha aiutato durante il Ramadan ed era pure stato alla preghiera del venerdì parlando normalmente con tutti”, ci ha confidato un fedele.
Poi , secondo quanto ricostruito dal corrispondente di Leggo Algarve, dopo essersi allontanato, l’uomo è tornato intorno alle 5. Ha prima infranto una finestra con una pietra per poi fare irruzione all’interno. Il rumore ha allertato alcuni fedeli e l’imam presenti. È poi lo stesso imam che è diventato il bersaglio principale delle minacce. Mentre cercava la salvezza, rifugiandosi in una stanza, alcuni presenti hanno tentato di calmare l’aggressore, mentre qualcun altro allertava le autorità.
L’intervento della polizia e l’arresto per la minaccia
La Polizia di Sicurezza Pubblica (PSP) è intervenuta “molto rapidamente sul posto”. Nel giro di pochi minuti sono giunti sul posto un reparto speciale di intervento tattico della PSP composto da personale addestrato per neutralizzare individui armati e pericolosi. La squadra speciale ha immediatamente intuito la potenziale pericolosità dei fatti, decidendo di intervenire con un irruzione. Dopo aver ricevuto l’ordine di arrendersi, il 22enne di nazionalità angolana ha lasciato cadere i coltelli ed è stato ammanettato. Fortunatamente, nessuno dei presenti è rimasto ferito.
Portato in commissariato, l’uomo, titolare di un permesso di soggiorno valido, ha continuato a mostrare un atteggiamento non collaborativo, rifiutandosi inizialmente di fornire la propria identità. Come detto l’individuo era comunque conosciuto in zona, è infatti valsa a poco la sua resistenza alla collaborazione.
Le accuse e il mistero sulle motivazioni
Le ragioni dietro questo gesto folle restano avvolte nel mistero. Mahomed Abed esclude categoricamente che possano esserci motivi personali contro l’imam o legami con ideologie radicali. “Non riusciamo a capire cosa lo abbia spinto a entrare con dei coltelli e a minacciare. Crediamo abbia avuto una sorta di disturbo mentale momentaneo”, ha dichiarato, sottolineando come questo sia stato il primo atto di minaccia in 16 anni di storia della moschea ad Amadora, nella prima periferia di Lisbona.
Nel frattempo, la giustizia sta facendo il suo corso. Dopo un primo interrogatorio di garanzia, il tribunale ha disposto la custodia cautelare. Come riportato dalla Procura della Repubblica del Distretto di Lisbona Ovest, le accuse sono pesantissime: tentato omicidio nei confronti dell’imam, minacce aggravate e danneggiamento aggravato. La PSP ha lodato il pronto intervento dei suoi agenti speciali, che ha permesso di evitare il peggio.
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