Entrerà in vigore dal 1° gennaio il recente decreto legge che riguarda i possessori delle moto in Portogallo. Il Governo ha infatti introdotto importanti modifiche al regime delle revisioni periodiche dei veicoli a motore. Specificamente rivolto ai motocicli, tricicli e quadricicli con una cilindrata superiore a 125cc. La decisione, in conformità con la direttiva 2014/45/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, ha lo scopo di garantire la sicurezza e le prestazioni ottimali di questi veicoli sulla strada.
In base al Decreto Legge n. 144/2012, datato 11 luglio, l’attuale formulazione del regime di controllo tecnico stabilisce l’obbligo di verifica per i veicoli con una cilindrata superiore a 250cc. Tuttavia, per adempiere alle normative europee, si è ritenuto necessario allineare questo requisito con quanto indicato nella direttiva sopracitata.
Le ispezioni, programmate a intervalli regolari, considereranno diversi aspetti fondamentali per la sicurezza e le performance dei veicoli. Tra questi, rientrano l’impianto frenante, il sistema di sterzo, il campo visivo, l’impianto di illuminazione, i dispositivi di illuminazione e i componenti elettronici, gli assi, le ruote e i pneumatici, il telaio e la carrozzeria, oltre ai livelli di rumore e alle emissioni inquinanti.
Cosa prevede la nuova legge che riguarda le revisioni delle moto con targa del Portogallo?
Le nuove disposizioni di legge prevedono che moto, tricicli e quadricicli con una cilindrata superiore a 125 cc immatricolati, in Portogallo, debbano essere sottoposti alla prima ispezione “cinque anni dopo la data di prima immatricolazione”. Successivamente, la revisione diventerà biennale. Assicurando così un monitoraggio regolare delle condizioni di sicurezza dei veicoli.
È importante notare che tali regolamentazioni non si applicano ai veicoli elettrici. Infatti soltanto i veicoli con motore a combustione, cioè a benzina o diesel, saranno soggetti a ispezioni obbligatorie. Questo riflette un chiaro impegno verso l’aderenza alle politiche di sostenibilità e alla crescente transizione verso la mobilità elettrica.
La misura era già prevista dal 2012, in base a un decreto legge approvato dal governo Passos Coelho, i centri di ispezione si sono adattati, ma la misura non è mai stata attuata.




