La nascita di un figlio porta con sé tanta gioia, ma al tempo stesso è un evento complesso. Determina cambiamenti su più livelli nella vita di coppia e dei singoli individui, suscitando emozioni contrastanti e rompendo equilibri precostituiti. Per questo, diventare genitori all’estero richiede adattamenti su diversi piani. Penso ad esempio, alle sfide emotive, fisiche e sociali proprie di questo evento si aggiungono ulteriori difficoltà legate alla distanza dal proprio Paese e alla mancanza della rete familiare tradizionale.
La distanza dalla propria famiglia e rete sociale
Vivere lontani dalla famiglia e dalla cerchia di amici può essere vissuto come una risorsa: i neogenitori hanno la possibilità di vivere questo momento con maggiore intimità, liberi da interferenze o consigli invadenti che, più che aiutare, talvolta disorientano mamma e papà.
D’altro canto, l’assenza della propria rete di supporto può far sentire la coppia isolata e affaticata. Gestire da soli cure del neonato, routine quotidiana, casa e visite mediche può diventare stressante. In questi casi, il supporto materiale ed emotivo di familiari e amici diventa una risorsa preziosa, che però non sempre è disponibile a chi vive all’estero.
Le differenze nei servizi assistenziali
Quando si diventa genitori e si vive all’estero, un altro elemento importante riguarda i servizi socio-sanitari. Protocolli e pratiche possono essere molto diversi rispetto a quelli italiani, così come tempi di attesa e modalità di accesso. Questo può generare disorientamento, soprattutto nella madre.
Al contrario, quando l’esperienza è positiva e i servizi risultano più efficienti di quelli del Paese d’origine, diventano un vero e proprio “fattore di protezione”, rafforzando la sensazione di sicurezza dei genitori.
Alcuni suggerimenti utili per affrontare il cambiamento del diventare genitori all’estero
- Dialogo all’interno della coppia. È fondamentale impegnarsi in un dialogo aperto, empatico e non giudicante, trovando insieme le soluzioni migliori per tutti e tre i membri della nuova famiglia.
- Confronto con altri genitori. Condividere esperienze, difficoltà ed emozioni con altri genitori aiuta a sentirsi meno soli e meno “sbagliati”. Gruppi di confronto, sia territoriali che online, rinforzano autostima e senso di autoefficacia.
- Consulenze professionali. In alcuni casi può essere utile rivolgersi a figure esperte: psicologi specializzati in genitorialità, ostetriche, doule, ginecologi o corsi di preparazione al parto.
- Ascolto dei propri bisogni. La risorsa più importante siamo noi stessi. È essenziale restare in contatto con i propri bisogni emotivi, fisici e psicologici, condividendoli con il partner e le famiglie di origine attraverso richieste chiare.
- Mantenere il contatto con le persone care. Il supporto affettivo a distanza rimane un elemento chiave. È utile accettare l’aiuto di chi ci vuole bene, stabilendo allo stesso tempo confini chiari per proteggere l’equilibrio familiare.
Contatti:
Dottoressa Federica Caso – Psicologa
WhatsApp: +39 3398909135
Email: federica.caso.psicologa@gmail.com
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Gentile Dottoressa Caso,
ho appena letto con grande interesse il suo articolo. Articoli come il suo sono fondamentali per la comunità italiana all’estero: fanno luce su vissuti interiori spesso trascurati, offrono una voce che rassicura, che informa e che ispira. Mi permetta di augurarle di continuare con questo impegno: sono certo che le sue parole siano di grande aiuto a molti genitori
Salve Claudio, la ringrazio per il suo feedback e sono molto felice di sapere che il nostro lavoro offra degli spunti utili. Un carissimo saluto!
Federica Caso