Giro di vite contro chi occupa abusivamente le case in Portogallo. Il Parlamento ha approvato settimana scorsa, con il voto compatto dei partiti di destra, una serie di disegni di legge che prevedono l’espulsione degli occupanti abusivi entro 48 ore e pene detentive fino a cinque anni. Il provvedimento ha acceso il dibattito politico, con l’opposizione netta dei partiti di sinistra. Ma è passato grazie all’alleanza tra Iniziativa Liberale (IL), PSD e Chega, che hanno portato avanti con determinazione la linea dura contro chi viola la proprietà privata.
Si tratta di una delle prime misure normative della nuova legislatura. E soprattutto di una promessa elettorale mantenuta da IL, che aveva fatto della lotta alle occupazioni uno dei punti cardine della propria campagna elettorale del 18 maggio scorso.
Espulsione dalle case in 48 ore se occupate illegalmente in Portogallo
I tre disegni di legge approvati puntano a rendere immediato lo sgombero degli immobili occupati illegalmente, con l’intervento delle forze dell’ordine entro due giorni dalla denuncia. Le pene previste per gli occupanti salgono da un massimo attuale di un anno di reclusione fino a tre anni, che diventano cinque in caso di uso della violenza.
Il testo presentato dal PSD introduce anche la possibilità di perseguire penalmente chi tenta di invadere un immobile, anche senza riuscirci. Distingue poi abitazioni permanenti e immobili destinati al profitto. Il progetto di legge di IL aggiunge reati come “violazione di domicilio e usurpazione di beni immobili” all’elenco dei crimini che giustificano l’allontanamento forzato da parte delle autorità. Punto cardine è che vengono equipararti ai casi di minacce o stalking.
Il PS ha votato a favore solo della proposta del PSD, astenendosi sugli altri testi, mentre i partiti della sinistra radicale e il PAN hanno espresso un secco “no”. Ma i loro voti contrari non sono bastati a fermare la nuova normativa, che ora entrerà in vigore nei prossimi mesi.
L’ombra degli “okupas” spagnoli e il dibattito europeo
Come Leggo Algarve ha già spiegato in passato, la questione delle occupazioni abusive non riguarda solo il Portogallo. In Spagna, il fenomeno degli okupas — spesso organizzati in gruppi che sfruttano le lungaggini burocratiche per restare negli immobili anche per anni — è diventato un problema nazionale. Specialmente nelle grandi città come Barcellona e Madrid. Proprietari impossibilitati a rientrare nelle loro abitazioni, processi lunghissimi, e in certi casi veri e propri racket dietro le occupazioni. Non sorprende quindi che anche in Portogallo la politica stia reagendo con fermezza, temendo un “effetto contagio”.
Anche l’Italia inasprisce le pene
Il tema è caldo anche in Italia, dove il governo ha recentemente approvato un nuovo “decreto sicurezza” (l’art. 321-bis) che prevede pene più severe per chi occupa abusivamente immobili. La norma italiana introduce, tra le altre cose, la possibilità di intervento immediato delle forze dell’ordine, pene detentive fino a quattro anni e multe salate. Un chiaro segnale che la tolleranza verso le occupazioni illegali si sta esaurendo in molti Paesi europei.
Una svolta che divide
Se da un lato le nuove misure sono state salutate con favore da molti cittadini e proprietari, stanchi di sentirsi impotenti di fronte agli abusi, dall’altro le opposizioni e alcune associazioni per i diritti civili. Questi temono infatti che le nuove norme possano colpire persone in reale difficoltà abitativa, senza affrontare alla radice il problema dell’emergenza casa.
In Portogallo, dove i prezzi degli affitti sono in forte crescita e la gentrificazione sta trasformando interi quartieri, il rischio è che la battaglia contro gli abusivi finisca per diventare anche una battaglia sociale. Ma il nuovo Parlamento in Portogallo, ha posto un punto fermo sulla questione delle case occupate. Tempi certi, rapidità operativa e chiarezza procedurale, anche nei confronti dell’occupante, al quale va notificato immediatamente ogni provvedimento.
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