Una donna non paga l’affitto che deve al padrone di casa da più di due anni. Un debito totale di oltre 15.000 euro. E sfugge allo sfratto per ordine del tribunale perché ha un cane da compagnia da cui non vuole separarsi. Succede a Viseu in Portogallo.
La donna è in arretrato con l’affitto da due anni. Un affitto di 600 euro al mese per un appartamento in un condominio. Da allora, secondo la difesa del proprietario, “ha usato tutti i tipi di meccanismi dilatori per restare in quella casa gratuitamente”. Come direbbe Mario Giordano: “la signora sta occupando illegalmente la casa…”. Il tribunale ha deciso di ordinare lo sfratto, ma poiché la donna percepisce un reddito di inserimento sociale, la situazione è più complicata. La legge portoghese, secondo il codice civile, prevede che dopo tre mesi di affitto non pagato il proprietario di casa possa rivolgersi alle autorità.
Secondo l’avvocato del locatore, l’inquilina ha utilizzato diversi cavilli legali per rimandare lo sfratto
La signora, probabilmente è in condizioni di fragilità e non può essere lasciata in mezzo alla strada. Quindi, in questo caso, è necessario chiamare i servizi sociali, che hanno l’incarico di trovare una sistemazione per la donna. Il Comune ha deciso di farsi carico temporaneamente ospitando la donna in un albergo della città. Ed è qui che entra in gioco il cane.
L’inquilina ha fatto ricorso contro la decisione del tribunale, sostenendo di avere un cane da compagnia da cui non vuole separarsi.
Il giudice del tribunale di Viseu ha accolto l’argomentazione concedendo all’inquilina morosa altri due mesi e mezzo di tempo per trovare una sistemazione per il cane. Termine dopo il quale la signora dovrà lasciare l’appartamento in cui ha vissuto “gratuitamente” negli ultimi due anni.
Nel frattempo, il proprietario non è ancora in grado di rimettere mano alla sua casa e sta pagando l’avvocato a cui si è rivolto per risolvere il problema con l’inquilino.
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