In questo articolo vedremo insieme cos’è la pratica della mindfulness e perché può essere un valido strumento per affrontare lo stress legato all’esperienza di espatrio.
Cos’è la pratica della Mindfulness?
Mindfulness significa coscienza piena, ed è una traduzione (una delle possibili) del termine sanscrito sati. Nella tradizione buddista, Sati indica la presenza mentale piena nel presente; si tratta di quella capacità che, se allenata e praticata, ha il potere di ridurre la sofferenza e aiutare l’essere umano a raggiungere un maggiore equilibrio e benessere psichico.
Questi concetti, come potete notare, hanno una forte connotazione spirituale: stiamo di fatto parlando di pratiche meditative che appartengono alla tradizione orientale, soprattutto al buddismo. La pratica della mindfulness la possiamo considerare come una forma di meditazione, però svuotata dalla componente spirituale.
Questa operazione venne compiuta da Jon Kabat-Zinn, biologo e professore all’Università del Massachusetts che, alla fine degli anni ‘70, introdusse questa pratica nei pazienti ospedalizzati, adattando le tecniche di meditazione sulla base delle condizioni e delle caratteristiche psicologiche e fisiche del paziente. Strutturò veri e propri protocolli di intervento, evidence-based, che ad oggi vengono utilizzati per trattare diversi disturbi psichici, disagi psicologici che non rientrano in patologie, nonché pazienti con somatizzazioni o dolore cronico.
La pratica della mindfulness si adatta alle più svariate condizioni, dalle più gravi alle difficoltà più lievi; di base è una pratica che offre benefici a chiunque la pratichi, ovviamente adattando le tecniche in base alla persona.
Gestire lo stress da espatrio
Chi ha vissuto un trasferimento sa quanto esso sia fatto di tanti momenti di stress e di disequilibrio, legati proprio al processo di ri-adattamento della persona nel nuovo spazio-tempo di vita. Cambiare casa, cambiare lingua, cambiare lavoro, cambiare rete sociale, clima e così via significa vivere in uno spazio in continua trasformazione, cambiamento, transizione. Questo aspetto non caratterizza solo le prime fasi, può anche prolungarsi molto di più nel tempo e spesso questo può dare una sensazione di confusione o disorientamento.
Per molti expat, la mente tende ad essere spesso accelerata e dislocata in spazi e tempi diversi: spesso si muove tra passato, presente e futuro, luoghi lontani e spazi attuali. È una mente che sta ricercando forme di adattamento nuove e che quindi è iperstimolata, in alcuni casi sotto stress.
Come la mindfulness puó aiutarci?
La mindfulness, in questo caso, è uno strumento potente per riportare la nostra attenzione sul momento presente, per ristabilire un contatto con i tre livelli di funzionamento del nostro organismo: il pensiero, le emozioni, il corpo. È a partire da questo contatto che sviluppiamo una maggiore percezione e consapevolezza di che cosa sta accadendo in sottofondo a livello dei nostri pensieri, a livello emozionale, a livello delle sensazioni fisiche.
Grazie alla pratica della mindfulness, possiamo percepire con maggior focus la presenza di tensioni in alcune parti del corpo delle quali non ci eravamo accorti; possiamo renderci conto che sullo sfondo della nostra quotidianità vi è un’emozione alla quale non avevamo fatto caso; possiamo comprendere che i pensieri che sono nella nostra mente hanno una natura specifica, ossia appartengono a una categoria (magari sono giudizi, o magari preoccupazioni, etc.).
Portare l’attenzione su questo, accompagnata da tecniche di respirazione specifiche, non serve a far sparire questi pensieri, tensioni o emozioni, ma serve a tre cose:
- Farcene prendere consapevolezza piena.
- Continuare a respirare e mantenere l’attenzione al momento presente senza “identificarci con essi”, che significa proprio allenarci semplicemente ad osservarli, non identificarci e conviverci, mettendo una distanza.
- Potersi prendere cura, una volta conclusa la pratica, anche in altre forme di quanto abbiamo incontrato (lavori specifici con il corpo, lavori di natura terapeutica con un professionista esperto su pensieri ed emozioni).
Attraversare i cambiamenti nel presente
In sintesi, l’obiettivo è quello di allenare la presenza, cercando di interrompere il cosiddetto pilota automatico e focalizzarci su quanto qui ed ora sta accadendo dentro di noi, imparando a prendercene cura, dedicandogli uno spazio ed un tempo. Per gli expat, questo è tanto importante proprio perché ci permette di attraversare i cambiamenti costanti ai quali siamo sottoposti con una maggiore consapevolezza e focus, attivando le nostre risorse interne.
Contatti:
Dottoressa Federica Caso – Psicologa
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