Dopo una timida inversione di tendenza, le perdite idriche in Portogallo tornano ad aumentare, segnalando un problema strutturale che pesa sempre più sull’ambiente e sulle finanze pubbliche. Secondo i dati del rapporto annuale dell’ERSAR – l’Autorità di regolamentazione dei servizi idrici e dei rifiuti – nel 2023 oltre 191 miliardi di litri di acqua potabile sono andati persi nelle reti di distribuzione del Paese. Un volume impressionante, cresciuto di quasi il 4% rispetto all’anno precedente, pari a circa nove piscine olimpioniche all’ora o a 2,5 volte il consumo urbano annuale dell’intero Algarve.
Le cause? Una rete idrica nazionale vecchia, spesso mal mantenuta, e investimenti pubblici insufficienti. “Il dato è stabile, ma non favorevole”, ha commentato la presidente dell’ERSAR, Vera Eiró, durante la presentazione del Rapporto RASARP 2023. “Serve una vera e propria tabella di marcia per ridurre le perdite e migliorare l’efficienza”.
Sprechi di acqua che costano cari
Le conseguenze economiche sono pesantissime: nel solo 2023, le perdite effettive d’acqua sono costate ai comuni 88 milioni di euro, cifra in crescita rispetto agli 83 milioni dell’anno precedente. Se si considera il periodo 2019-2023, la perdita totale ammonta a 433 milioni di euro. E se la tendenza non verrà invertita, si stima che da qui al 2030 si sprecheranno altri 520 milioni di euro, per un totale vicino al miliardo.
A questi numeri si aggiungono gli “afflussi indebiti. Si tratta di infiltrazioni d’acqua piovana nelle reti fognarie, collegamenti errati tra sistemi di drenaggio e fognature – che nel 2023 sono costati 102 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al 2022. In totale, tra perdite idriche e afflussi indebiti, il sistema ha bruciato 190 milioni di euro in un solo anno.
L’Algarve tra le zone più colpite
La situazione è particolarmente critica proprio, in Algarve, dove la scarsità d’acqua è un problema strutturale e sempre più urgente. “Le perdite misurate nella regione equivalgono al volume d’acqua che sarà prodotto dal futuro impianto di desalinizzazione”, ha spiegato Vera Eiró. I primi interventi sono già stati avviati. Questo grazie anche ai contratti di efficienza firmati da diversi comuni: si spera che il prossimo rapporto, previsto per il 2026 e riferito al 2024, possa finalmente riportare dati positivi.
Un problema delle perdite idriche in Portogallo ignorato troppo a lungo
Nel frattempo, però, la realtà è che oltre il 27% dell’acqua potabile distribuita in Portogallo viene sprecata. Un dato che non solo pesa sulle casse pubbliche, ma solleva interrogativi gravi sulla sostenibilità ambientale e sulla resilienza del Paese di fronte ai cambiamenti climatici e alla siccità crescente.
Gli investimenti cumulativi nel settore idrico e dei rifiuti hanno raggiunto i 18,7 miliardi di euro nel 2023, ma i risultati tardano ad arrivare. E se il problema è noto da tempo, ciò che manca è la volontà politica e amministrativa di affrontarlo in modo strutturale.
Come ricorda l’ERSAR, ogni litro d’acqua che non arriva a destinazione è un fallimento collettivo: tecnico, economico e ambientale.
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