Sentirsi stanchi durante i mesi invernali è un’esperienza molto comune, soprattutto dopo i 65 anni. Le giornate più corte, il freddo e il cambiamento dei ritmi quotidiani incidono sull’energia fisica e mentale. Tuttavia, non tutte le forme di stanchezza sono uguali: alcune sono fisiologiche e transitorie, altre possono essere il segnale che il corpo sta chiedendo attenzione. Capire la differenza è fondamentale per prendersi cura di sé senza allarmismi, ma anche senza sottovalutazioni.
Perché è importante non sottovalutare la stanchezza
In inverno l’organismo deve lavorare di più per mantenere la temperatura corporea. Questo comporta un maggiore consumo di energia, mentre il recupero è spesso ridotto a causa di un sonno meno profondo, di una minore esposizione alla luce solare e di una riduzione dell’attività fisica. Tutto ciò può causare una stanchezza “buona”, legata alla stagione, che tende a migliorare con il riposo e con il ritorno graduale alla primavera.
Stanchezza negli over: quali sono i segnali clinici da non ignorare
Esiste però un’altra stanchezza, diversa per intensità e durata, che non va ignorata. Una sensazione di affaticamento persistente, improvvisa o progressivamente ingravescente può essere il primo segnale di condizioni cliniche come anemia, infezioni in atto, disturbi della tirogide, problemi cardiaci o effetti collaterali di terapie farmacologiche, soprattutto in presenza di più farmaci assunti quotidianamente. Negli anziani è importante mantenere un equilibrio: non banalizzare la stanchezza attribuendola sempre all’età, ma nemmeno vivere ogni calo di energia con preoccupazione. L’osservazione consapevole dei propri sintomi è lo strumento più utile.
Cosa fare in pratica per valutare la propria stanchezza?
Alcune semplici attenzioni aiutano a capire se la stanchezza rientra nella normalità o se merita un approfondimento:
- Valutare da quanto tempo dura: una stanchezza che persiste oltre due o tre settimane merita attenzione.
- Osservare se migliora con il riposo: la stanchezza stagionale tende a ridursi dormendo meglio o rallentando i ritmi.
- Prestare attenzione ai segnali associati, come fiato corto, vertigini, palpitazioni, perdita di peso involontaria o febbricola.
- Non sospendere né modificare i farmaci autonomamente, anche se si sospetta che possano contribuire all’affaticamento.
- Rivolgersi al medico se la stanchezza limita le attività quotidiane o cambia improvvisamente le proprie abitudini.
Consiglio del medico e la prevenzione medica
La stanchezza invernale, nella maggior parte dei casi, è una risposta normale del corpo alla stagione. Tuttavia, quando cambia “volto” — diventando più intensa, persistente o associata ad altri sintomi — va ascoltata con attenzione clinica. Un semplice controllo può fare chiarezza e prevenire problemi più importanti.
In parole semplici
Essere stanchi in inverno è normale. Ma se la stanchezza è forte, improvvisa o non passa con il riposo, è giusto fare un controllo e parlarne con il medico.
Una domanda per te:
In questo periodo dell’anno, ti senti più stanco del solito? È una stanchezza che migliora con il riposo o che limita le tue giornate?
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