Il 21 settembre 2025 il Portogallo ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina. L’annuncio è stato fatto dal ministro degli Esteri Paulo Rangel a New York, presso la rappresentanza permanente del Portogallo alle Nazioni Unite. In occasione dell’80° anniversario dell’ONU. Si tratta di una decisione che segna una svolta significativa nella politica estera del Paese, allineandolo a un gruppo sempre più ampio di nazioni che sostengono la soluzione dei due Stati come via d’uscita dal conflitto israelo-palestinese. Riconoscere uno Stato significa avviare relazioni diplomatiche ufficiali che in genere prevedono lo scambio di ambasciatori o di altro personale diplomatico. Nel caso della Palestina, tuttavia, il riconoscimento internazionale ha un alto valore simbolico e politico.
Le dichiarazioni di Paulo Rangel
Nel suo discorso, Rangel ha sottolineato che la scelta del Portogallo non è un atto di ostilità nei confronti di Israele. Ma piuttosto un passo per favorire la pace e il dialogo. “Chiediamo con tutto il cuore la cessazione di tutte le ostilità”, ha dichiarato, aggiungendo l’appello per il rilascio di tutti gli ostaggi ancora detenuti, compresi cittadini portoghesi.
Il ministro ha inoltre chiarito che il riconoscimento avviene “in linea con altri Paesi alleati” e ha ribadito che l’Autorità palestinese riconosce l’esistenza di Israele. L’obiettivo, ha spiegato, è aprire la strada a un processo politico capace di garantire sicurezza, aiuti umanitari e speranza di stabilità nella regione.
La posizione del presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa
Il Presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa ha sostenuto la scelta del governo, precisando che il riconoscimento “non è contro Israele o contro la Palestina, ma a favore della pace”. Dopo un incontro con il segretario generale ONU António Guterres, il capo dello Stato ha ribadito l’importanza del multilateralismo e del rispetto del diritto internazionale. Ha inoltre indicato come priorità “studiare il giorno dopo” con soluzioni economiche e sociali concrete a beneficio delle popolazioni locali.
Secondo Rebelo de Sousa, la decisione è stata accolta con apprezzamento da parte dei rappresentanti palestinesi e di numerose delegazioni internazionali. Da Israele non è arrivata ancora una reazione ufficiale.
Portogallo tra i Paesi europei che sostengono la Palestina
Con questo passo, il Portogallo diventa il tredicesimo Paese dell’Unione Europea a riconoscere formalmente lo Stato di Palestina, dopo l’annuncio parallelo di Regno Unito, Canada e Australia. A livello globale, la mossa rafforza la posizione internazionale del Portogallo come attore diplomatico attento al dialogo e alla mediazione, in una fase di alta tensione.
Il presidente ha ricordato che anche in passato governi di centro-destra avevano sostenuto iniziative analoghe, come il riconoscimento dello status di osservatore dell’Autorità palestinese nelle istituzioni internazionali, a dimostrazione che la politica estera lusitana su questo tema ha una continuità di lungo periodo.
Le reazioni e il peso geopolitico
Il primo ministro israeliano ha dichiarato che lo Stato di Palestina “non vedrà la luce”, ribadendo la contrarietà di Tel Aviv a qualsiasi riconoscimento unilaterale. Tuttavia, la comunità internazionale appare divisa: da un lato i Paesi che sostengono la necessità di un riconoscimento politico per favorire i negoziati, dall’altro chi teme che la scelta irrigidisca ulteriormente Israele.
Marcelo Rebelo de Sousa ha insistito che la posizione portoghese è equilibrata, e che non esistono alternative praticabili alla soluzione dei due Stati. “Questo è un atto pensato alle persone reali”, ha affermato. Il Presidente ha sottolineato il ruolo di Paesi come Arabia Saudita, Egitto e Indonesia che stanno lavorando insieme agli Stati Uniti per delineare scenari economici e sociali di stabilità nel “giorno dopo” il conflitto.
Portogallo riconosce lo Stato di Palestina alle Nazioni Unite
Attualmente la Palestina gode del riconoscimento ufficiale da parte della quasi totalità dei Paesi di Asia, Africa, Europa dell’Est e America Latina. Mentre il sostegno da parte delle nazioni occidentali resta limitato. Molti di questi Stati hanno scelto solo di recente di compiere questo passo, con l’obiettivo di esercitare pressioni su Israele affinché si arrivi a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. L’Italia, invece, non ha ancora riconosciuto formalmente lo Stato palestinese, pur mantenendo a Gerusalemme un ufficio consolare incaricato di gestire i rapporti con le autorità palestinesi.
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Il popolo non vole niente, decide solo il governo per farsi bello davanti ONU, sempre uguale 👎
E ma cosa serve riconosce Palestina, mica porta la pace… solo parole e foto coi politici 😡
Prima pensate ai problemi qua in Portogallo, io sto aspettando l’appuntamanto in ambascaita per il passaporto da 3 mesi, e poi andate a fare politica a Gaza
Ma chi ci guadagna da sta cosa? Palestina non porta lavoro né sicurezza, solo altri casini. Poi vengono tutti qui
Il riconoscimento dello Stato di Palestina non significa schierarsi contro Israele, ma sostenere la via dei due Stati come unica soluzione possibile per una pace duratura. È un gesto politico e simbolico che rafforza il dialogo e dà speranza a popolazioni che vivono da decenni sotto conflitto.
Parlano di pace ma intanto la guerra continua, questo riconoscere non cambia nulla, è solo teatro
Il Portogallo, con questa decisione, mostra di credere nel diritto internazionale e nella dignità dei popoli. Non si tratta di risolvere tutto in un giorno, ma di creare le condizioni perché un negoziato vero possa esistere. Senza il riconoscimento, la Palestina resta invisibile e il conflitto irrisolvibile.