L’aria che respiriamo, il rumore che ci circonda, i rifiuti che produciamo: la nostra salute è indissolubilmente legata all’ambiente in cui viviamo. Eppure, sembra che questa priorità non sia ancora entrata nell’agenda politica della maggior parte dei comuni portoghesi. In vista delle elezioni amministrative del prossimo 12 ottobre, il Consiglio portoghese per la salute e l’ambiente (CPSA) lancia un appello per scuotere le coscienze dei candidati e chiedere un impegno concreto. I dati, del resto, parlano chiaro e sono allarmanti.
Un insufficiente controllo della qualità dell’aria
Secondo il rapporto del CPSA, la situazione attuale è critica. Solo il 17% dei comuni portoghesi, meno di uno su cinque, si preoccupa di monitorare attivamente la qualità dell’aria che i suoi cittadini respirano ogni giorno. Un dato che stona con la crescente consapevolezza dei rischi legati all’inquinamento atmosferico. Non va meglio sul fronte dell’inquinamento acustico: appena 17 comuni sui 278 del Portogallo continentale (circa il 6%) hanno adottato dei piani specifici per la riduzione del rumore. Anche la gestione dei rifiuti mostra lacune significative, con meno del 70% delle amministrazioni che garantisce una raccolta differenziata capillare dei rifiuti organici. Queste mancanze, sottolinea il CPSA, hanno un impatto diretto sulla nostra vita, considerando che, a livello globale, una morte su quattro è direttamente collegabile alla crisi ambientale.
Salute e ambiente: un legame inscindibile
“La salute è la principale preoccupazione della popolazione, mentre il cambiamento climatico si colloca solo al decimo posto, anche se i due aspetti sono interconnessi,” spiega il dottor Luís Campos, presidente del CPSA, in una nota. Ed è proprio questa percezione errata che vogliamo combattere. “Quando si permette di impermeabilizzare il suolo in zone alluvionali,” continua Campos, “si facilitano gli effetti devastanti di disastri come inondazioni e piene improvvise”. Il presidente, che è medico, si rammarica che temi cruciali come l’impatto delle plastiche sulla salute, restino fuori dal dibattito elettorale. Infatti secondo alcuni studi recenti, le plastiche sparse nell’ambiente, rappresentano “un rischio maggiore del tabacco o della sedentarietà”. L’accumulo di nanoplastiche nel corpo umano, infatti, è stato collegato a un aumento del rischio di gravi patologie come l’aterosclerosi.
Le 5 azioni per un futuro sostenibile e un efficace controllo qualità aria
Il CPSA non si limita alla denuncia, ma propone un percorso concreto, articolato in cinque linee d’azione prioritarie per i futuri amministratori locali.
- Promuovere stili di vita sani: Incentivare la mobilità attiva (ciclismo e pedonalità), gli orti urbani e l’alimentazione a chilometro zero.
- Ridurre emissioni e inquinamento: Potenziare il trasporto pubblico elettrico, limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti ed effettuare un serio e costante controllo della qualità dell’aria e del rumore.
- Gestione sostenibile dei rifiuti: Dare priorità alla prevenzione, al riciclo e al riutilizzo. Puntando anche all’eliminazione delle discariche.
- Alfabetizzazione sanitaria e ambientale: Avviare campagne di formazione e sensibilizzazione, soprattutto per i più giovani e i più vecchi.
- Adattamento ai cambiamenti climatici: Preparare piani di emergenza per ondate di calore e disastri naturali, promuovendo pratiche come la raccolta dell’acqua piovana.
E poi si cita l’esempio virtuoso di Guimarães, eletta Capitale Verde Europea 2026. Questa città vanta un’amministrazione attenta, cha sta facendo la differenza. L’appello del Consiglio Portoghese è chiaro: “Il futuro della salute pubblica è intrinsecamente legato alla sostenibilità ambientale. È urgente che le autorità locali assumano questo impegno”.
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Finalmente se ne parla! Questo non è solo un articolo, è una chiamata all’azione. I 5 punti proposti dal CPSA sono una roadmap chiara che ogni amministrazione dovrebbe adottare. Invece di lamentarci e basta, dovremmo usare queste informazioni
Articolo eccellente e necessario. Grazie a Leggo Algarve per aver acceso un faro su questo tema. Vivo in Portogallo da anni e la qualità della vita è uno dei motivi principali della mia scelta, ma dati come questo sono un campanello d’allarme. È scioccante pensare che solo il 17% dei comuni si preoccupi attivamente dell’aria che respiriamo. Spero che questo manifesto arrivi sui tavoli di tutti i candidati e che noi cittadini ne teniamo conto al momento del voto. La salute non può essere un optional.
È scandaloso…