L’origine è il “boom” di consumi che preoccupa le autorità sanitarie. Il Portogallo sta valutando seriamente la possibilità di introdurre un divieto sulla vendita di bevande energetiche ai minori. La Direção-Geral da Saúde (DGS), l’organo che vigila sulla salute pubblica nel Paese, ha messo nel mirino queste bibite a causa degli elevati livelli di caffeina e zuccheri, considerati un rischio concreto per la salute di bambini e adolescenti.
L’aumento dei consumi e il possibile divieto delle bibite energetiche ai minori
Il dibattito, già acceso in diverse nazioni europee, prende ora piede con forza anche in Portogallo. I dati, del resto, parlano chiaro: le vendite di energy drink in Portogallo sono cresciute di quasi il 50% in appena due anni. Un’impennata che allarma nutrizionisti e pediatri, consapevoli dei pericoli nascosti dietro un packaging accattivante e campagne di marketing aggressive.
Quanta caffeina contengono le bevande più diffuse

Per comprendere la portata del problema, basta un semplice confronto: una singola lattina da 500 ml di una comune bevanda energetica può contenere una quantità di caffeina pari a quella di cinque lattine da 330 ml di Coca-Cola. A questo si aggiungono picchi di zuccheri che rendono il prodotto del tutto inadatto alla dieta di un giovane in fase di crescita, con potenziali rischi per il sistema cardiovascolare e nervoso.
Il Portogallo guarda al Regno Unito per il divieto sulle bibite energetiche ai minori
Come confermato in un’intervista al settimanale Expresso, la DGS sta monitorando con grande attenzione l’evoluzione della situazione nel Regno Unito. Oltremanica, le autorità stanno infatti discutendo una legge per vietare la vendita di queste bevande ai minori di 16 anni. L’approccio portoghese sembra essere prudente ma deciso. Se il modello britannico dovesse dimostrarsi efficace nel proteggere la salute pubblica, il Portogallo potrebbe presto seguirne l’esempio, introducendo una normativa simile. Si tratterebbe di un passo importante per regolare un mercato finora quasi privo di restrizioni specifiche per questa fascia d’età.
E in Italia? La situazione sul consumo di bibite energetiche
Anche in Italia il tema è fonte di dibattito da anni, sebbene con un approccio diverso. Al momento, non esiste una legge nazionale che imponga esplicitamente il divieto della vendita di bevande energetiche ai minori. Tuttavia, il Ministero della Salute, già nel 2012, ha emanato una circolare in cui si sconsigliava fortemente il consumo di energy drink ai bambini, alle donne in gravidanza e durante l’allattamento. Le principali società scientifiche di pediatria, come la SIPPS, hanno più volte lanciato l’allarme, chiedendo una maggiore regolamentazione e campagne di sensibilizzazione per informare genitori e ragazzi sui rischi legati all’abuso di queste sostanze. La strada seguita finora in Italia è stata quindi quella della raccomandazione e dell’informazione, piuttosto che del divieto legale, lasciando la responsabilità finale ai venditori e alle famiglie.
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