L’estate è alle porte e con essa le riflessioni su dove trascorrere le meritate vacanze. Ma se fino a qualche anno fa il Portogallo rappresentava una scelta accessibile e affascinante per chi desiderava sole, mare e relax, oggi i numeri raccontano una realtà ben diversa. Una vacanza in Algarve può risultare significativamente più cara rispetto a molte destinazioni europee, comprese le vicine regioni spagnole.
Secondo un’analisi condotta dalla nostra redazione di Leggo Algarve sui prezzi degli alloggi disponibili a partire dal 1° agosto sulle principali piattaforme come Airbnb, Booking e Trivago, l’Algarve si posiziona tra le regioni più care d’Europa, con una media giornaliera di 300 euro per notte. Una cifra che non include spese accessorie come ristoranti, noleggio auto o attività turistiche. Un paragone immediato con la Spagna evidenzia il divario: a Santa Cruz de Tenerife, nelle Isole Canarie, si dorme con circa 90 euro a notte; nelle Baleari si sale a 150 euro, mentre sulla Costa del Sol e la Costa Brava i prezzi oscillano tra i 240 e i 280 euro.
Il caro Algarve sul fronte dei prezzi di una vacanza
Il confronto diventa ancora più impietoso se si guarda all’Europa orientale. L’Albania, destinazione in forte crescita, offre sistemazioni a circa 150 euro al giorno, mentre in Montenegro, nella popolare area di Sveti Stefan, i prezzi si aggirano sui 175 euro. Ancora più accessibile la Bulgaria, dove sulla costa del Mar Nero i pernottamenti arrivano a costare appena 90 euro a notte.

Nonostante ciò, l’Algarve rimane estremamente competitiva, così come il Portogallo in generale. Ma è ovvio che la vacanza in Algarve non è una vacanza per tutte le tasche. Resta sulla difensiva il direttore dell’AHETA (Hotéis e Empreendimentos Turísticos do Algarve), che ha dichiarato all’Observador che se si effettua una ricerca su Booking, il principale fornitore di turisti dell’Algarve, attualmente sono disponibili 4.500 alloggi per una settimana nel mese di agosto. Di questi alloggi, il 5% ha un prezzo compreso tra 20 e 50 euro al giorno. E il 25% ha un prezzo compreso tra 50 e 100 euro al giorno“.
Ma è davvero così? I dati Eurostat raccontano che già lo scorso anno il Portogallo figurava all’ottavo posto tra i Paesi più cari d’Europa per il costo medio giornaliero degli alloggi: 160,46 euro. Al vertice della classifica si trovano Cipro (288,62 euro), Grecia (230,11 euro) e Italia (222,44 euro), seguite da Francia, Spagna e Croazia.
Numeri da record, ma a che prezzo?
Nonostante i prezzi elevati, il turismo in Algarve continua a crescere. I dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE) relativi al mese di aprile (che includeva il periodo pasquale) mostrano un incremento del 13,9% nei ricavi del settore ricettivo, per un totale di 436 milioni di euro. Nel corso del 2024, i pernottamenti hanno raggiunto quota 77,1 milioni, di cui ben 53,8 milioni generati da visitatori stranieri. Gli ospiti complessivi sono stati 30 milioni: 18,2 milioni provenienti dall’estero e 11,8 milioni dal mercato interno.
Numeri importanti che testimoniano la vitalità del settore turistico, ma che sollevano interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine di un modello basato su prezzi così elevati. Se da un lato l’Algarve resta una meta ambita, dall’altro rischia di diventare sempre meno accessibile, sia per i turisti portoghesi che per quelli europei più attenti al rapporto qualità-prezzo.
Per la comunità italiana residente in Portogallo queste dinamiche meritano attenzione. Prezzi più cari potrebbero incidere non solo sulla scelta delle vacanze, ma anche sull’economia locale e sull’equilibrio per chi risiede in Algarve. La concorrenza delle mete emergenti e più economiche è sempre più forte. E chi, come noi, ama l’Algarve, non può che augurarsi che qualità e accessibilità tornino a viaggiare di pari passo.
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