A pochi giorni dalle elezioni politiche anticipate del 18 maggio 2025, il governo portoghese ha annunciato che intende avviare l’espulsione di circa 18mila immigrati irregolari presenti in Portogallo. La decisione è stata comunicata ufficialmente dal ministro della Presidenza, António Leitão Amaro, e avrà inizio già nei prossimi giorni.
Ovviamente si tratta di un provvedimento che non riguarda i cittadini italiani o altri cittadini dell’Unione Europea. Tuttavia sta creando preoccupazione nel più ampio contesto dell’immigrazione in Portogallo. Gli italiani residenti nel Paese, soprattutto chi è attivo nel volontariato o nei servizi sociali, si interrogano sulle ricadute sociali e politiche di questa scelta.
Cosa prevede la misura di espulsione degli immigrati irregolari dal Portogallo
Secondo quanto dichiarato dal governo, le prime 4.500 notifiche di espulsione verranno inviate questa settimana. I destinatari, in gran parte cittadini di India, Pakistan, Bangladesh e Nepal, avranno 20 giorni di tempo per lasciare volontariamente il Portogallo. Oppure per presentare ricorso. Dopo questo periodo, si procederà con l’espulsione forzata, che potrà prevedere anche il trasferimento nei Centri di permanenza temporanea (C.I.T.- secondo l’acronimo portoghese). Ad oggi esiste una sola struttura operativa che si trova nei pressi di Porto.
Il governo del Portogallo ha precisato che l’espulsione degli immigranti irregolari è un intervento diretto esclusivamente a chi non è riuscito a regolarizzare la propria posizione. Tuttavia diverse organizzazioni umanitarie hanno sottolineato come molti dei ritardi burocratici siano imputabili allo Stato stesso. In particolare, nel passaggio tra la chiusura del vecchio Servizio stranieri e frontiere (SEF) e l’avvio della nuova Agenzia per l’integrazione, migrazioni e asilo (AIMA), molte pratiche sono rimaste bloccate per mesi.
Il contesto politico
Il provvedimento arriva in un momento politicamente delicato. Infatti il governo di centrodestra guidato da Luís Montenegro è caduto in seguito a un caso di presunto conflitto d’interessi, e ora il Paese si prepara alle urne. L’opposizione accusa il primo ministro uscente di strumentalizzare l’immigrazione a fini elettorali, distogliendo l’attenzione dalle difficoltà economiche e gestionali della sua amministrazione.
Lo stesso presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, ha criticato il governo, ricordando che l’economia portoghese «non può fare a meno dell’immigrazione». Anche i sindacati e numerosi enti del terzo settore denunciano una campagna “punitiva”. Insomma il sentore comune definisce questa azione poco rispettosa dei diritti delle persone coinvolte.
Cosa devono sapere gli italiani in Portogallo
I cittadini italiani non sono coinvolti da questo provvedimento, in quanto cittadini UE con diritto di libera circolazione e soggiorno. Tuttavia, noi di Leggo Algarve riteniamo sia importante restare informati e consapevoli del contesto in cui si vive. Infatti questa decisione potrebbe avere un impatto su colleghi, amici o conoscenti, e soprattutto sulle comunità multiculturali di cui molti italiani fanno parte attiva. Ricordiamo che i cittadini italiani non saranno chiamati a votare nelle prossime elezioni politiche portoghesi previste per il 18 maggio 2025.
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