Un’organizzazione criminale dedita al furto di pensioni e altre prestazioni sociali è stata smantellata dalla Polizia Giudiziaria portoghese (PJ), che ha arrestato 45 persone coinvolte in un’elaborata rete di frodi informatiche. L’operazione, condotta dall’unità contro la criminalità cibernetica, ha portato alla luce una truffa che ha sottratto oltre 228.000 euro a più di 500 vittime. La questione più raccapricciante è che molte delle quali sono anziane e in situazioni di vulnerabilità. Leggo Algarve ha ricostruito come i cyber-criminali rubavano le pensioni ad ignari utenti in Portogallo.
Il modus operandi della banda
Al centro della frode si trova il portale Segurança Social Direta, una piattaforma ufficiale utilizzata dai cittadini per gestire autonomamente le proprie prestazioni sociali, come le pensioni di vecchiaia, indennità di malattia, disoccupazione o assegni familiari. Attraverso l’accesso illegittimo ai dati personali degli utenti – ottenuti con tecniche ancora in fase di accertamento – i membri della rete criminale modificavano i numeri IBAN registrati nei profili delle vittime, indirizzando i pagamenti verso conti correnti sotto il loro controllo.
Si tratta di un’organizzazione ben strutturata. Suddivisa in cellule con compiti specifici: dai tecnici informatici incaricati di violare i sistemi, ai gestori finanziari che si occupavano di movimentare e riciclare il denaro rubato. Passando infine per coloro che aprivano nuovi conti bancari e altri strumenti utili per rendere le operazioni più difficili da tracciare.
L’indagine e arresti in tutto il Portogallo, come rubavano le pensioni?
Le indagini, avviate nel giugno 2024 e condotte in stretta collaborazione con la Previdenza Sociale portoghese (che figura anche come parte civile nel caso), hanno avuto una svolta decisiva grazie alle numerose denunce presentate dalle vittime. Questo ha accelerato la raccolta delle prove, permettendo alla PJ, sotto la supervisione della Procura, di raccogliere elementi sufficienti per accusare i sospettati di associazione a delinquere, frode informatica aggravata, frode generale e accesso illecito ai sistemi informatici.
Mercoledì mattina, 51 mandati di perquisizione sono stati eseguiti a Lisbona, Porto, Coimbra, Setúbal e Bragança. Queste le città dove la rete criminale operava più attivamente. Sono stati sequestrati computer, telefoni cellulari e documenti collegati all’attività criminale. Tra gli arrestati 35 sono uomini e 10 sono donne. Tutti di età compresa tra i 18 e i 39 anni. Ora la PJ di Lisbona li sta interrogando per definire le responsabilità di ciascun membro e stabilire quali saranno soggetti a misure cautelari in carcere e quanti, avendo ruoli più marginali, agli arresti domiciliari.
L’impatto sulle vittime e gli interrogativi ancora aperti
Le 531 vittime identificate finora appartengono quasi tutte a categorie particolarmente fragili, per le quali quelle somme rappresentavano la principale fonte di sostentamento. L’indagine ora si concentra su come i truffatori siano riusciti a ottenere le credenziali di accesso al portale Segurança Social Direta. Si sta inoltre cercando di determinare se la lista delle vittime possa essere ancora più ampia di quanto emerso finora.
L’inchiesta ha messo in evidenza la necessità di rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza per garantire che sistemi essenziali come quelli della previdenza sociale non siano vulnerabili ad attacchi informatici su larga scala.
Una comunità colpita e segnali d’allarme
Questo grave episodio pone l’accento anche sulla sensibilizzazione delle fasce più vulnerabili della popolazione in materia di sicurezza cibernetica. In un’epoca in cui sempre più servizi pubblici si spostano online, è fondamentale educare gli utenti sui rischi informatici e sulle strategie per proteggersi.
Per la comunità italiana residente in tutto il Portogallo, questa vicenda rappresenta un promemoria importante: tenere alta la guardia e segnalare immediatamente alle autorità qualsiasi attività sospetta legata ai propri conti o ai servizi digitali utilizzati. Restiamo in attesa di aggiornamenti sul caso e sulle misure adottate dalle autorità. Continuate a seguire Leggo Algarve per ulteriori sviluppi.
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