Sangue freddo e grande attenzione per chi si trova in difficoltà. Un gesto che va oltre il semplice senso del dovere, l’eroico intervento del militare della GNR che durante il servizio salva un bebè dal soffocamento. È successo a Tramagal, i provincia di Abrantes. Lì un eroe in divisa ha salvato la vita a un neonato di soli 19 giorni. Il piccolo stava soffocando dopo che del muco gli era andato di traverso. La madre, ha percepito immediatamente il pericolo e con l’aiuto di una viciana di casa è corsa al locale posto de saúde. Ma purtroppo non vi era alcun medico presente. Ha quindi bussato alla porta della caserma della GNR, trovando nell’agente Ricardo Falcão che, intuita l’emergenza, ha iniziato le manovre di salvataggio. Un’aiuto provvidenziale.
L’intervento fulmineo del GNR salva il bebè dal sicuro soffocamento
La scena, raccontata dallo stesso militare al giornale Médio Tejo, è stata drammatica: «Ero in caserma quando hanno iniziato a suonare il campanello freneticamente e a calciare la porta. Appena aperta, una donna mi ha urlato: “Aiutami, il mio bambino non respira!”». Senza esitare, Falcão – padre di tre figli – ha afferrato il piccolo e ha eseguito la manovra di disostruzione, posizionandolo a pancia in giù sul braccio e dando colpi decisi alla schiena. Però non stava funzionando. Ma non si è perso d’animo e ha così continuato a praticare la cosiddetta manovra di Heimlich, la procedura di compressione addominale utilizzata per disostruire le vie aeree di chi sta soffocando.
«Dopo sette-otto tentativi, il neonato era ancora cianotico e fiacco. Allora ho aumentato l’inclinazione e la forza della manovra. Finalmente, al nono colpo, ha emesso un gemito, ha pianto ed espulso il muco. È stato un attimo di sollievo immenso», ha raccontato l’agente, che solo dopo ha scoperto di aver salvato il figlio di un collega.
Emergenza e solidarietà
La madre, come detto inizialmente si è diretta al centro medico ma poi si è vista costretta a rivolgersi alla GNR per la mancanza di personale sanitario. Tutto è finito bene, il bambino è scoppiato in un fragoroso pianto segno che era tornato a respirare con regolarità. Nel frattempo erano giunti sul posto anche il personale dall’INEM che lo hanno trasportato all’ospedale di Abrantes. Fortunatamente per il bebè, riscontrata l’assenza di complicanze, i medici del pronto soccorso non hanno ritenuto necessario il ricovero.
Un destino curioso
Falcão, 47 anni, ha rivelato un dettaglio toccante: il suo terzogenito di 5 anni si chiama come il neonato salvato. «L’ho scoperto solo quando il medico ha chiesto il nome del bambino», ha confessato.
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