Da promessa scientifica a fenomeno sociale: i farmaci a base di molecole GLP-1, nati per curare il diabete, sono diventati oggi i protagonisti assoluti nella lotta globale all’obesità. Tra questi, Mounjaro (tirzepatide), prodotto dal colosso farmaceutico americano Eli Lilly, è il nuovo soggetto di un boom di vendite in Portogallo. Tanto da scalare, in tempi record, la classifica dei farmaci più venduti nel Paese, senza alcun sostegno pubblico.
Secondo i dati più recenti, solo nel mese di maggio i cittadini portoghesi hanno speso di tasca propria ben 8,5 milioni di euro per acquistare Mounjaro, venduto nelle farmacie a 337,63 euro per la dose da 10 mg, la massima attualmente disponibile in Portogallo. E la domanda è destinata a crescere, con l’arrivo imminente delle nuove concentrazioni da 12,5 e 15 mg, che avranno verosimilmente un prezzo ancora più elevato.
Come funziona il Mounjaro soggetto a boom di vendite in Portogallo
La popolarità di Mounjaro (e dei suoi simili, come Ozempic/Wegovy a base di semaglutide della danese Novo Nordisk) si deve all’efficacia dimostrata nel promuovere la perdita di peso in modo sostenuto. Nati come farmaci antidiabetici, agiscono rallentando lo svuotamento gastrico e inviando al cervello segnali di sazietà, riducendo così l’appetito. Non solo: molti pazienti riferiscono un’avversione spontanea verso cibi ultraprocessati, spesso responsabili dell’aumento di peso.
La tirzepatide, nello specifico, agisce su due ormoni chiave del metabolismo: GLP-1 e GIP. Il primo stimola la produzione di insulina e promuove la sazietà, il secondo regola il metabolismo del glucosio. Insieme, questi meccanismi garantiscono un controllo glicemico ottimale e una perdita di peso significativa.
A chi è destinato questo farmaco
Nonostante la crescente popolarità, non si tratta di farmaci da banco: possono essere prescritti solo da un medico, e sono indicati per adulti con indice di massa corporea (BMI) superiore a 30, oppure tra 27 e 30 in presenza di patologie correlate come diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemie o apnee notturne. Devono comunque essere sempre accompagnati da dieta equilibrata e attività fisica regolare.
Il rovescio della medaglia: rischi e frodi
Dati di vendita alla mano, non tornerebbero i conti tra le vendite del Mounjaro e i rimborsi a carico del sistema sanitario nazionale portoghese. Un inchiesta ha messo in evidenza anche alcune zone d’ombra, a partire da possibili frodi nei rimborsi sanitari. In Portogallo, alcune patologie rare come paramiloidosi, lupus ed emofilia garantiscono l’accesso gratuito a qualsiasi farmaco prescritto. Secondo un’inchiesta della TVI, però, sarebbero emerse prescrizioni sospette in cui il paziente non era affetto da alcuna delle malattie previste.
L’autorità regolatoria portoghese, Infarmed, ha dichiarato di non essere a conoscenza di abusi documentati, ma i numeri fanno tuttavia sorgere qualche dubbio. Ad esempio nel 2024, lo Stato ha speso 22,8 milioni di euro per rimborsare oltre 1,6 milioni di confezioni di farmaci legati a tali esenzioni. Di queste, quasi 8.000 confezioni erano di Mounjaro o simili, per un costo totale di circa 650.000 euro a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Un trend destinato a crescere
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona su otto nel mondo è obesa, e una su tre è in sovrappeso. In questo contesto, farmaci come Mounjaro sono soggette a picchi di vendite e non solo in Portogallo. Questo infatti rappresenta per molti una speranza concreta, ma anche un potenziale pericolo se utilizzati senza adeguati controlli medici. In Portogallo, l’interesse per questi prodotti ha ormai assunto i contorni di un vero fenomeno di massa, con implicazioni sanitarie, economiche e sociali tutte da monitorare.
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