Le cause dell’incidente alla funicolare da Glória, avvenuto il 3 settembre a Lisbona e costato la vita a 16 persone, cominciano a delinearsi in modo più chiaro. Il rapporto preliminare dell’Ufficio per la prevenzione e l’indagine sugli incidenti aerei e ferroviari (GPIAAF) rivela infatti che il cavo che si è spezzato non era certificato per il trasporto di passeggeri.
Una circostanza sconcertante. Un’affermazione che solleva interrogativi sulla catena di responsabilità e sui controlli di sicurezza messi in atto da Carris, la compagnia di trasporto pubblico che gestisce gli ascensori storici della capitale portoghese.
Un cavo non conforme e una catena di errori organizzativi

Secondo il documento di 35 pagine, che la redazione di Leggo Algarve ha letto, il cavo di trazione che collegava le due cabine del sistema centenario della funicolare “non era conforme alle specifiche tecniche della Carris né alle normative relative al trasporto di persone”.
La rottura sarebbe avvenuta nel punto di fissaggio alla cabina 1, quella in cui viaggiavano i passeggeri deceduti, precisamente all’interno del girevole di ancoraggio.
Gli investigatori chiariscono che è ancora prematuro stabilire un nesso causale diretto tra la non conformità del cavo e l’incidente. Tuttavia già segnalano una serie di “errori accumulati” nei processi di acquisizione, accettazione e applicazione dei materiali da parte di Carris.
Secondo il GPIAAF, i meccanismi di controllo interno della compagnia non erano adeguati a prevenire o individuare tali irregolarità, permettendo l’uso di componenti tecnicamente inidonei.
Manutenzione superficiale e verifiche incomplete
Un altro elemento critico emerso dal rapporto riguarda la gestione della manutenzione. Carris aveva subappaltato il servizio a un fornitore esterno dal 2019. Ma i tecnici dell’impresa appaltatrice operavano di fatto come dipendenti della stessa Carris, senza supervisione né controllo tecnico indipendente.
Gli investigatori parlano di attività di manutenzione dichiarate ma non effettivamente eseguite. Inoltre vi sarebbero testimonianze di operazioni critiche “realizzate in modo non standardizzato”, con parametri di verifica diversi e documentazione incompleta.
Le ispezioni previste nei giorni precedenti all’incidente risultano registrate come effettuate, ma non vi sono prove che il tempo di intervento riportato corrisponda a quello realmente trascorso sul posto.
Un dettaglio significativo è che il tratto di cavo, nel punto del cedimento, non era ispezionabile durante le normali operazioni di manutenzione: per verificarlo sarebbe stato necessario fermare completamente l’impianto per almeno due giorni e smontare le bobine. Un’operazione complessa, evidentemente mai realizzata.
Lubrificazione e controlli solo sulla carta
Il documento della GPIAAF ricostruisce in modo minuzioso le attività eseguite nei giorni precedenti il disastro. La lubrificazione settimanale del cavo risulta annotata il 28 agosto, mentre l’ispezione mensile è datata 1° settembre, appena due giorni prima dell’incidente.
Tuttavia, gli investigatori precisano che “le prove non confermano che tali operazioni siano state effettivamente eseguite nei tempi e nei modi dichiarati”.
Il giorno dell’incidente, inoltre, non era prevista alcuna ispezione della fossa dove il cavo passava, e nessun controllo straordinario era stato programmato nonostante alcune anomalie registrate in passato.
Queste mancanze organizzative, unite alla difficoltà di accesso al punto critico del sistema, delineano un quadro di manutenzione formale ma non sostanziale. Insomma il rapporto preliminare sulle cause dell’incidete della funicolare di Lisbona parrebbe indicare una sicurezza più propensa a controlli burocratici più che tecnici.
Il freno d’emergenza: mai testato in caso di rottura del cavo
Nel rapporto preliminare sulle cause dell’incidente che ha coinvolto la funicolare da Gloria di Lisbona, se confermate sono indicate delle occorrenze inquietanti. Oltre a quanto abbiamo appena scritto, un’altra grave lacuna riguarda il sistema di frenata d’emergenza. Quello che avrebbe dovuto impedire la corsa fuori controllo della cabina in caso di cedimento del cavo trainante.
Il rapporto conferma che, al momento dell’incidente, il sistema frenante ha effettivamente reagito, interrompendo l’alimentazione e attivando i freni automatici e manuali. Tuttavia, non è riuscito a bloccare la caduta: la forza d’urto e il peso della cabina hanno superato la capacità di tenuta dei freni.
Gli esperti della GPIAAF sottolineano che non esistono calcoli ingegneristici aggiornati sulla resistenza del freno di emergenza e che, negli anni successivi all’elettrificazione della funicolare, il sistema era stato modificato con la rimozione di alcuni componenti originali.
A complicare ulteriormente la situazione, ci sarebbero “indicazioni di un aumento significativo del peso delle cabine”, con valori non ufficialmente verificati.
Ancora più inquietante è la constatazione che il freno d’emergenza non era mai stato testato in condizioni di rottura del cavo. Questo non è un dettaglio da poco, è infatti un test di sicurezza previsto esplicitamente per gli impianti di trasporto di persone.
Documentazione incompleta e assenza di controlli di qualità
La GPIAAF denuncia anche una mancanza di registrazioni tecniche affidabili presso Carris. Le regolazioni del sistema frenante, effettuate frequentemente dal manutentore, non venivano annotate nei registri ufficiali. Anche le anomalie segnalate dagli operatori erano spesso trascurate o risolte senza tracciabilità.
Il responsabile della manutenzione non avrebbe inoltre definito procedure di controllo qualità sul proprio operato, lasciando che la gestione quotidiana dell’impianto si basasse su prassi informali.
Questa assenza di un sistema strutturato di verifica interna ha, secondo il rapporto, contribuito in modo determinante al peggioramento della sicurezza operativa dell’ascensore.
Ascensor da Glória simbolo della città trasformato in tragedia

L’Ascensor da Glória, inaugurato nel 1885, è uno dei simboli storici di Lisbona. Era patrimonio tecnico e culturale tanto quanto l’Elevador de Santa Justa o il Bica. Ogni anno migliaia di turisti e residenti lo utilizzano per collegare la Praça dos Restauradores al Bairro Alto, lungo una delle salite più pittoresche della capitale.
Il 3 settembre, però, quella corsa si è trasformata in tragedia. La cabina 1 è andata improvvisamente fuori controllo, con a bordo i passeggeri, causando 16 vittime e 23 feriti. L’incidente ha scioccato il Paese, suscitando indignazione e richieste di chiarimenti sulle condizioni di sicurezza di tutti gli impianti storici della città.
Le prossime fasi dell’indagine sulle cause dell’incidente della Funicolare di Lisbona
Il rapporto pubblicato dal GPIAAF è solo preliminare e le analisi tecniche continuano. Saranno necessari test di laboratorio sul cavo spezzato e sui meccanismi di fissaggio per determinare con certezza le cause materiali del cedimento.
Parallelamente, il Ministero delle Infrastrutture portoghese ha annunciato un audit indipendente su tutti gli ascensori e funicolari gestiti da Carris, mentre la magistratura ha aperto un’inchiesta penale per accertare eventuali responsabilità civili e penali.
Gli esperti sottolineano che l’indagine completa verrà pubblicata entro a un anno, ma le prime evidenze indicano già una combinazione di errori tecnici, carenze organizzative e controlli inefficaci come fattori determinanti della tragedia.
L’impatto sull’opinione pubblica e sulla sicurezza urbana

La rivelazione che un cavo non certificato fosse in uso su un impianto pubblico ha scosso profondamente la fiducia dei cittadini.
Lisbona, che negli ultimi anni ha puntato sulla valorizzazione del suo patrimonio tecnico e storico come elemento distintivo dell’offerta turistica. Ma oggi si trova ora di fronte a un duro interrogativo: come conciliare la tutela del patrimonio con la sicurezza moderna?
Il sindaco della capitale, in una dichiarazione ufficiale, ha promesso “tolleranza zero per qualsiasi negligenza” e ha assicurato che tutti gli impianti saranno sottoposti a nuove verifiche prima della riapertura. Tuttavia, per i familiari delle vittime e per la comunità e i turisti, la fiducia dovrà oggi essere ricostruita con i fatti, non solo con le parole.
Una lezione amara per la sicurezza dei trasporti pubblici
Le cause dell’incidente sulla funicolare Glória di Lisbona rappresenta una lezione amara sulla gestione del rischio nei sistemi di trasporto urbano. L’uso di materiali non conformi, la mancanza di verifiche reali e la delega della manutenzione a operatori senza supervisione tecnica sono elementi che, sommati, hanno creato le condizioni per il disastro.
Il rapporto del GPIAAF, pur prudente nelle conclusioni, traccia un messaggio chiaro: la sicurezza non può mai essere data per scontata, soprattutto quando si tratta di impianti storici che convivono con la modernità.
La speranza è che da questa tragedia possano nascere nuove norme e controlli più severi, affinché l’ascensore di Glória – simbolo di Lisbona e memoria collettiva della città – non resti per sempre associato al ricordo di una strage evitabile.
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