L’autunno è un passaggio sottile ma profondo. Le giornate si accorciano, l’aria si fa più fresca, la luce cambia intensità e le abitudini quotidiane si trasformano quasi senza che ce ne accorgiamo. È una stagione che ci chiede di rallentare, di rientrare un po’ in noi stessi, di accettare che la natura e il corpo non possono restare sempre nella stessa fase di energia e luce. In questa transizione, il nostro organismo, e in particolare il sistema nervoso, endocrino e immunitario, si riadatta al nuovo equilibrio. Se assecondiamo questo cambiamento, il corpo risponde con serenità; se invece resistiamo al ritmo della stagione, possono comparire stanchezza, insonnia o malinconia.
Perché è importante parlarne
Al cambio di stagione, con il calo della luce solare, l’organismo produce meno serotonina (l’ormone del buonumore) e più melatonina (l’ormone del sonno). Questo naturale “rallentamento biologico” può tradursi in variazioni dell’umore, lieve apatia, difficoltà di concentrazione o desiderio di cibi più dolci e calorici.
Non si tratta di debolezza, ma di un processo fisiologico. Tuttavia, nei mesi di ottobre e novembre è frequente il cosiddetto “blues autunnale” — una forma lieve di abbassamento dell’umore dovuta alla riduzione della luce. Ritrovare un ritmo regolare, rispettare il sonno e curare l’esposizione alla luce naturale sono strategie semplici ma efficaci per evitare che corpo e mente si “disallineino” con la stagione.
L’adattamento al ritmo autunnale ha anche un impatto sul sistema immunitario. Dormire male, mangiare in modo irregolare o condurre giornate troppo stressanti riduce la nostra capacità di difesa contro i virus stagionali, come influenza e raffreddore.
In altre parole: seguire il ritmo della natura è una forma di prevenzione.
Cosa fare nella pratica al cambio di stagione:
- Stabilire orari regolari. Andare a dormire e svegliarsi più o meno alla stessa ora, anche nei fine settimana, aiuta l’organismo a mantenere stabile il ciclo sonno-veglia. Il corpo ama la prevedibilità.
- Cercare la luce del mattino. La luce naturale mattutina è una vera “vitamina per il cervello”: regola la secrezione di melatonina, stimola la vigilanza e l’energia. Bastano 15–20 minuti di esposizione quotidiana alla luce del giorno — anche solo camminando o facendo colazione vicino a una finestra luminosa.
- Limitare gli schermi la sera. La luce blu di telefoni, computer e televisori inganna il cervello, facendogli credere che sia ancora giorno. Spegnere gli schermi almeno mezz’ora prima di dormire e preferire luci calde e soffuse aiuta a migliorare la qualità del sonno.
- Fare movimento regolare. L’attività fisica moderata (camminate, stretching, ginnastica dolce) stimola la produzione di endorfine e serotonina, contrastando il calo di tono tipico dell’autunno. Meglio praticarla nelle ore di luce, preferibilmente all’aperto.
- Mangiare secondo stagione. La natura offre ciò di cui abbiamo bisogno: zucca, castagne, funghi, mele, melograni e legumi. Questi alimenti, ricchi di fibre, antiossidanti e magnesio, sostengono il sistema nervoso e rinforzano le difese.
- Evitare stimolanti la sera. Caffè, tè forte, cioccolato o bevande energetiche nelle ore serali ritardano l’addormentamento. Meglio optare per tisane rilassanti (camomilla, melissa, lavanda) o un bicchiere di latte caldo.
Consiglio del medico
La regolarità è una medicina invisibile. Rispettare orari stabili, cercare la luce naturale e ridurre gli stimoli luminosi serali aiuta il corpo a sincronizzarsi con la stagione, migliora il sonno e rafforza le difese immunitarie.
L’autunno non è un periodo di stanchezza, ma di ascolto: è l’occasione per ristabilire equilibrio e preparare il corpo all’inverno con calma, ritmo e consapevolezza.
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